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09/01/2018

Sale: un veleno subdolo per l'organismo

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Di Virginia Chessa

Alimentazione

Discutere del sale è sempre fortemente interessante, in quanto si tratta di qualcosa che tutti possediamo, di cui facciamo o abbiamo fatto uso, proprio per questo sovente si parla di “sale da cucina”. È rilevante evidenziare che il sale è – com’è noto – un minerale inorganico composto da sodio e cloro. Proprio per il fatto che è inorganico è evidente che non può essere metabolizzato dal corpo umano. È facile chiedersi a questo punto che percorso svolge, attraverso il nostro organismo e cosa accade una volta che lo si ingerisce. Avviene che il sale entra nel corpo come cloruro di sodio e viene espulso dal corpo nel medesimo modo, pertanto in nessun momento è scomposto in sodio e cloro e perciò non può essere utilizzato dall’organismo in nessuna maniera, in quanto il nostro corpo può utilizzare solo i minerali organici, già elaborati dalle piante.

Ma perché si parla del sale come un veleno subdolo per il corpo umano?

Il motivo per cui senza indugio si può affermare che il sale è realmente tossico è che mediante l’assunzione di quest’ultimo, l’organismo è costretto ad attuare delle difese: deve diluire il sale nei liquidi corporei per fare in modo che risulti in generale meno nocivo, ma soprattutto meno tossico per le cellule, i tessuti e gli organi, inoltre la sua eliminazione avviene attraverso la pelle, i reni, l’intestino, ecc. È facilmente deducibile che tutti questi processi difensivi, utili per eliminare il sale, producono un eccessivo dispendio di energie psico-fisiche.

La maggior parte delle persone che sono in sovrappeso, se solo smettesse di consumare sale, perderebbe in breve tempo diversi chili e questo è davvero possibile perché consentirebbero al corpo di ridurre significativamente la ritenzione di acqua necessaria per diluire il sale. Dai 3 agli 8 chili di acqua possono essere persi in breve tempo da quando il sale viene rimosso dalla dieta.

Inoltre, si eviterebbero numerose malattie causate dall’eccessivo consumo del sale. Una tra tutte è l’ipertensione arteriosa.

Il “sale da cucina”, che come abbiamo visto, ha unicamente la capacità di donare sapidità alle pietanze, fortunatamente non è l’unico esistente in commercio, ormai ne esistono svariati, addirittura personalizzabili ed utili al nostro corpo.

Qual è dunque il sale più adatto alle nostre esigenze? Scopriamolo attraverso un vero e proprio giro del mondo:

SALE ROSA DELL’HIMALAYA.

 

 

Il sale rosa dell’ Himalaya è una formazione cristallina che risale a circa 250 milioni di anni e che ha una struttura particolare dovuta alle elevate pressioni a cui è stato sottoposto. Il tipo di processo che l’ha trasformato in cristallo, ha permesso al sale himalayano di assorbire e inglobare oligoelementi che sono preziosi per l’organismo. Venne scoperto verso il 350 a.C. dalle popolazioni locali che notarono strati di sale che affioravano naturalmente dalla terra. A partire dal XVI secolo, con la conquista inglese dell’India, la sua estrazione venne regolamentata.

Dall’analisi chimica risulta essere ricco di ferro, calcio, potassio, magnesio, ossido di zolfo, manganese, fluoro, iodio, zinco, cromo, rame, cobalto, e altri preziosi elementi, la cui quantità può variare a seconda del filone di estrazione. Anche per questo motivo il suo colore può variare dal rosa all’arancione brillante.

L’assunzione di questo particolare cristallo salino aiuta a:


 

equilibrare acidi e alcali

regolare la pressione del sangue

migliorare le affezioni della pelle e interviene sui problemi legati alla ritenzione idrica

attenuare e prevenire i problemi alle vie respiratorie

pulire l’intestino e depurare dalle tossine

L’organismo umano richiede sale da circa 0,2 a 5 gr. al giorno. I reni riescono a eliminare il surplus fino a un massimo di circa 7 gr. La carenza e l’eccesso portano a un malfunzionamento degli organi.

In Europa il consumo (indotto anche dal contenuto di alimenti conservati) è fra 12 e 20 gr. al giorno e, per lo più, si tratta di sale raffinato.

Il sale rosa himalayano viene estratto manualmente, e successivamente ogni cristallo viene lavato in acqua purissima di sorgente ed asciugato al sole. Attraverso un lavoro certosino, il cristallo di sale viene poi macinato a pietra e preparato per essere spedito.

Inoltre, il sale rosa dell’Himalaya esalta il sapore di molte pietanze, senza coprirne il gusto.

IL SALE NERO DI CIPRO.

 

Si tratta di fiocchi di sale che vengono estratti per evaporazione dalle acque del mare di Cipro, risultano di forma piramidale e di colore nero. Questo particolare sale viene raccolto nelle saline situate nella parte meridionale dell’isola, nelle regioni di Larnaca e Limassol, dove si trovano dei laghi salati. In quest’area la roccia è molto porosa e consente all’acqua del mare di filtrare e combinarsi con quella dei laghi accrescendone in modo sensibile la salinità. Oggi, l’area è una riserva naturale popolata da fauna e flora tipica.

Dopo essere stati estratti, i fiocchi di sale vengono miscelati con carbone vegetale attivo, ottenuto dalla combustione di legno dolce, come per esempio, tiglio, betulla e salice. Com’è noto, il carbone vegetale ha un’elevata capacità assorbente di gas e tossine, pertanto l’uso del sale nero migliora le sintomatologie di gonfiore addominale, gas intestinali, ritenzione idrica e può essere un buon detossinante.

La composizione del Sale Nero di Cipro comprende: sodio, calcio, potassio, manganese, zinco, ferro, rame, iodio, in forma totalmente integrale e senza alcun tipo di additivo artificiale.

Il sapore risulta ovviamente sapido, ma più dolce rispetto al sale comune.


IL SALE BLU DI PERSIA.

Si tratta di un salgemma naturale e rarissimo che viene estratto dalle miniere di sale dell’Iran. È un sale privo di additivi e antiagglomeranti, ricco di minerali e oligoelementi.

La sua particolare colorazione dipende dalla presenza della silvinite.

Il sale blu di Persia è naturalmente ricco di potassio e cloro, perciò può essere utile in casi di stress psicofisico, quando la pelle ha bisogno di una pulizia profonda e attenua le occhiaie.

La peculiarità di questo sale non è solo il sapore decisamente salato, ma poco persistente, ma anche il retrogusto speziato.


IL SALE VIOLA KALA LAMAK

 

Il sale viola Kala Namak, detto anche “Sanchal”, viene estratto da miniere millenarie della zona indiano-himalaiana, si tratta di un sale di fossile, ricco di zolfo e ferro e sovente si usa nella cucina indiana, per esaltare i sapori delle spezie, come il curry e la curcuma.

Questa particolare tipologia di sale è detto anche sale zolfato, sale viola o sale nero indiano, è particolarmente indicato in caso di disturbi intestinali e gastrici. Il suo utilizzo non è limitato esclusivamente al campo culinario, ma si estende anche a quello della cosmesi, grazie alle proprietà astringenti e purificatrici dello zolfo.

Potrebbe sembrare antitetico, ma effettivamente questo è un tipo di sale poco sapido, poiché ha un basso contenuto di sodio, ma conferisce agli alimenti un sapore molto speziato..

Se spolverato sulla frutta (soprattutto su quella tropicale), dona un sapore frizzante e molto particolare.

IL SALE VERDE DELLE HAWAII

Il sale verde delle Hawaii è un sale marino naturale, raccolto a mano nell’isola hawaiiana di Molokai. Grazie alla tradizionale miscelazione con estratto di foglie di bambù delle Hawaii, ricche di aminoacidi, antiossidanti, vitamine e minerali, quali calcio, fosforo, ferro, tiamina, riboflavina, niacine e vitamina C, questo sale è caratterizzato dall’inconfondibile colorazione verde, dall’irresistibile profumazione speziata e da ottime proprietà per la salute. Com’è noto, le foglie dell’albero di bambù hanno un effetto stimolante, aromatico e tonificante, sono perciò utili nell’opposizione dei disordini spasmodici e disturbi dello stomaco.

Questo particolarissimo sale, grazie al suo gusto intenso e aromatico è perfetto per dare un tocco asiatico a qualsiasi ricetta.

Una delle peculiarità più interessanti del sale verde delle Hawaii è la sua importantissima proprietà di oligoelementi come potassio, calcio e magnesio, molto utili in caso di metabolismo particolarmente rallentato.

IL SALE MARINO IODATO

Come suggerisce il nome stesso, si tratta di un sale arricchito con iodio, ricavato dall’acqua di mare o dalle miniere di salgemma, quindi addizionato artificialmente di iodio sotto forma di ioduro o iodato di potassio; le sue caratteristiche organolettiche sono identiche a quelle del sale che tradizionalmente si trova nelle tavole degli italiani. Il sale iodato non dovrebbe essere un prodotto dietetico, bensì un sostituto del sale tradizionale, a partire dall’età infantile.

Il sale iodato è un prodotto importante, soprattutto per le donne in gravidanza, per i soggetti in età infantile e per chi soffre di disturbi tiroidei o di ipertensione. Il sale iodato assicura un buono sviluppo mentale e fisico del bambino e regola le funzioni della tiroide, quindi preserva importanti funzioni dell’organismo: la produzione di energia, la crescita, lo sviluppo, la regolazione del metabolismo basale (e quindi il bruciare i grassi in eccesso), la prontezza mentale, la salute di pelle, capelli, denti e unghie.

La mancanza di iodio nell’organismo può provocare grossi danni fisici o mentali al nascituro, come il cretinismo o ritardo mentale, nell’adulto invece può causare il gozzo, ipotiroidismo o altri disturbi.

Fortunatamente, in Italia quella della carenza di iodio non pare essere una problematica così grave, mentre vi sono altri paesi in cui si soffre della mancanza di iodio a partire dalla dieta. Per evitare tutto questo si consiglia di non superare i 5-6 grammi di sale iodato al giorno (che forniscono circa 150-180 microgrammi di iodio).

In conclusione, dopo aver esaminato il perché si reputa il sale da tavola come un nemico per la salute e aver posto l’accento sulle qualità di altre tipologie di sale in commercio, il consiglio è quello di non eccedere mai con il sale in generale e di scegliere sempre con cura quello più indicato per il nostro organismo.

 


 

 





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