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05/03/2018

Sacchetti bio portati da casa: il via libera

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Di Eleonora Masala

Polemiche e Soluzioni

“Deve ammettersi la possibilità di utilizzare - in luogo delle borse ultraleggere messe a disposizione, a pagamento, nell'esercizio commerciale - contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quali frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore. I sacchetti devono, però, avere le stesse caratteristiche di quelli dei supermarket: monouso, nuovi, adatti per gli alimenti e compostabili, cioè biodegradabili in 3 mesi”
Questo è quanto riporta la circolare del Ministero della Salute, emanata il 30 Aprile 2018, a seguito della sentenza del consiglio di stato del 21 Marzo che aveva approvato l’utilizzo di sacchetti portati da casa.
A seguito delle lemantele di gran parte degli italiani per la legge 123/2017, che ha introdotto, il 1 Gennaio 2018, l'obbligo dei sacchetti compostabili a pagamento per l'ortofrutta, il Ministero ha proposto una soluzione, sebbene preveda delle criticità a questa stessa. Infatti, è possibile che si verifichino casi di "diversità di peso dei contenitori alternativi" rispetto alle buste dei supermarket. Le bilance delle casse "sono tarate in modo da sottrarre dal peso di frutta e verdura la tara del sacchetto messo a disposizione del cliente (4-6 grammi circa). L'uso dei 'contenitori alternativi' acquistati al di fuori degli esercizi commerciali impedirebbe il calcolo corretto della tara". Su questo "si reputa opportuno acquisire l'avviso del Ministero dello Sviluppo economico" (ANSA)
D altra parte, la F.I.D.A (Federazione Italiana Dettaglianti dell'Alimentazione) rappresentante della distribuzione organizzata, invita i suoi iscritti a non avvalersi del decreto del ministero, tanto da comunicare che questa nuova circolare andrebbe contro gli interessi della federazione e contro le dinamiche che avvengono all interno degli esercizi commerciali. 
Infine, tra le varie postille, è stato vietato l’uso del retino, sostitutivo alla bustina biodegradabile. I vertici della FIDA si dichiarano disponibili ad un confronto per trovare una soluzione più adatta alla situazione.
Il nuovo decreto riuscirà a soddisfare gli italiani o nascerà una nuova polemica?





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