Stefania Fiorin, la Poetessa Spettinata
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Stefania Fiorin, la Poetessa Spettinata

Di Diego Cocco

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Il giardino dei sei colpi

Coprono il mondo di ombre colorate,

due corpi si intrecciano ma non hanno consistenza,

sono di carta

cartastraccia logorata dai pensieri,

vorrebbero volare in alto

smuovere l'altalena

mostrare come sono capaci di ballare

mano nella mano,

ma questo è il mondo di ombre sbiadite,

di disegni abbozzati lasciati in sospeso

a roteare

nell'attesa di venire bruciati:

il caminetto è spento

ancora abbracci al ricordo

alcol da versare per tornare a sperare

a contare le ore

che ci dividono da.

Ho una farfalla posata sul dito

ho dieci farfalle pronte a farmi sorridere di nuovo,

ma il ginocchio mi tocca il mento,

cosa resta di quel ballo?

Rivoluzione sul letto freddo la conosciamo già,

la chiamiamo per nome,

riusciamo ad alzarci e a sentire la sua voce

mentre la terra si apre. Agognata inversione.

C'è chi ha il coraggio

di parlare d'amore controvento. È il successo

del seme della creatività che germoglia

e ci suggerisce il modo per trascrivere quella parola

dalla carne al cuore. Innamorati fragili

sopravviventi in un solo verso,

ecco a voi...

LA POETESSA SPETTINATA

Mi chiamo Stefania Fiorin e il cognome tronco urla le mie origini.

Nata nella città, per me, più bella al mondo: Venezia, ne respirai la magia fin dai primi vagiti; da adolescente, a causa di scelte lavorative dei miei genitori, con grande dispiacere dovetti trasferirmi a Varese, che oggi amo pur rimanendo ancorata alle mie radici.

Come eredità, ricevetti, dalla nonna materna, la passione per la lettura e la poesia a cui ricorreva spesso per farmi addormentare da piccola.

I primi versi li scrissi in seconda elementare, quando, conquistata dai colori dell’autunno, detti vita a “ Le foglie”. La maestra si complimentò per il talento e dettò la breve poesia a tutta la classe; vorrei poterla rileggere, ma non è possibile dato che il quaderno è stato smarrito.

Nel tempo ho sempre scritto, per piacere personale e sfogo psicologico: diari, lettere, pensieri, brevi racconti, poesie; dai miei cassetti e scatole dei ricordi emergono spesso fogli con appunti dimenticati o versi buttati giù nei momenti più impensati e lasciati a… maturare.

Sono una sognatrice, sogno molto di notte e, purtroppo, anche di giorno.

Una notte di sette anni fa mi apparve in sogno un amico, che vive lontano e a cui sono legata da profondo affetto. Diceva convinto: – Scrivi, scrivi! – indicandomi una scrivania.

Al mattino riflettei su quello strano messaggio senza capirci molto: che cosa dovevo scrivere?

Lui non aveva completato l’incitamento con un’ indicazione definita che potesse aiutarmi. Ci pensai a lungo a quel sogno, poi, lo lasciai andare…

Un paio di mesi dopo, al bar dove di solito inizio la giornata con la tazzina di caffè, incontrai una conoscente, scrittrice affermata.

Mi parlò del suo ultimo libro e mi informò che stava per iniziare un corso di scrittura tenuto da lei: poteva interessarmi?

Mi iscrissi e partecipai con interesse; concluso il mio racconto lo inviai a un concorso letterario e vinse il primo premio per la narrativa.

Incoraggiata dagli eventi non smisi di scrivere con impegno. Partecipai a numerosi corsi di scrittura e continuai con i concorsi inviando racconti e silloge di poesie: ottenni altri primi premi, pubblicazioni, menzioni d’onore; per me una gioia indescrivibile.

Continuai a lavorare e nel 2013 detti vita a un mio progetto realizzando un piccolo libro da cui fu tratta una pièce teatrale contro la violenza sulle donne; nel titolo c’è la parola “ Karma”, un segno? Successivamente, grazie alle C.E. Delos digital, Rizzoli, Montedit, pubblicai un romanzo, una dozzina tra racconti e saggi più quattro silloge di poesia:

Apparirò nella tua notte tormentata, odorerò di ambra, garofano e menta”

La poetessa spettinata”

Il dolce sapore delle parole mature”

D’eros e d’amor.”

Le poesie che scrivo sono essenziali, di genere intimista, talvolta aiutate dalla fantasia. Amo scavare nella profondità dei sentimenti e nelle emozioni, per accarezzarne le cicatrici. Non c’è un unico ispiratore o destinatario dei miei versi; le parole sgorgano in autonomia e sono certa che sappiano chi raggiungere. Un pizzico di autobiografico c'è, come nella silloge La poetessa spettinata:

 

Ogni capello un nodo / che lui scioglieva / con amorevoli mani / gesti perfetti / guidati dal tempo / morbide carezze / a lisciare e pettinare / quella selva d’intemperanza / che su di lei fioriva / come margherite in un prato.

 

Per scrivere è importante avere qualcosa da dire e farlo nella maniera più semplice. Credo sia stato questo mix a far emergere le mie opere tra tante di validi autori esordienti.

La poesia è un genere di nicchia, per pochi appassionati che ancora leggono con il cuore, non dà grandi numeri, ma sono profondamente convinta della necessità di continuare ad avere poeti coraggiosi che sappiano (e possano) volare alto, oltre il conto in banca:

 

Il coraggio di essere poeta

 

Chiami tutto il niente / Cerchi luce nella tenebra / Scavi in cerca della vita / Arrampichi senza vedere la cima / Irrori di whisky le tue ferite / Inondi il cuscino muto confessore / Soffochi in gola carichi sospiri / Rinasci a ogni virgola / Vivi ogni indomabile attimo / Trasformi il tormento in righe / Accarezzi con labbra di speranza / Ascolti i silenzi d’amore / Ami senza tregua / Irraggiungibile creatura.

 

 

Diversi tipi di amore, amore eterno,

malato

corrisposto

amore come freccia

amore negato

amore scoperta

amore da luci spente.

Sentimenti frammentati

dal silenzio, dalla lontananza, dalla passione,

altre forme di martirio, i duri colpi sottopelle.

Chi dice di esserne uscito indenne non si mostra, forse ha speso tutto il coraggio nell'impresa o forse si vergogna di condividere le cicatrici.

 

Per fortuna qualcuno osa ancora. Grazie di cuore a Stefania Fiorin.

 





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