Prova a chiamarla P.O.E.S.I.A.
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Prova a chiamarla P.O.E.S.I.A.

Di Diego Cocco

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Il giardino dei sei colpi

Perché la maggioranza dei lettori non ama l’opera in versi?

Perché è stata costretta a sopportare un certo tipo di lirica in un’età segnata dalla libera ispirazione.

Se cercate da sempre la sabbia rovente, l’isola in cui si scava per volare, fermatevi qui.

 

Poesia è nessun premio, impossibile vincerla

poesia è pericolosa aspettativa

poesia è il traguardo che si avvicina

poesia è opera interiore

poesia è il bacio pacificatore

poesia è curvare e riacquistare velocità

poesia è sentenza a tempo

poesia è ferita insanabile

è il ramo cadente

poesia è abbandonarsi alla non – comprensione e intuire

poesia è luce fissa

è costruzione della semplicità

poesia è lo sconosciuto in cui ti riconosci

poesia è attesa snervante

insensata

poesia è capogiro

poesia è prendere il toro per le corna e gustarsi il volo

poesia è il limite e il non – limite

poesia è la casa traballante,

la mia, la nostra.

 

Uno dei requisiti fondamentali per fare successo con l’arte poetica è avere fegato e azzardo e soprattutto tirare le cuoia prima possibile. Non avendo personalmente tutta questa fretta, attenderò paziente la mia ora scrivendo versi e proponendo autori innovativi, i loro lavori originali e il meglio di quello che la letteratura passata ci ha offerto in tema di sperimentazione.

Insomma, in questa dimensione il passero solitario si è fatto beccare dalla carabina della donzelletta e adesso aspetta di essere accompagnato da una fetta di polenta calda.

Immaginate un giardino con una vecchia macchina da scrivere, immaginate un revolver con il tamburo carico di proiettili, immaginatemi intento a picchiare sui tasti per comporre la parola “P.o.e.s.i.a.”.

Amore, morte, evasione dalle più tetre gabbie letterarie, anime esposte per essere ripulite, testamenti, creatività scaturita dal dolore, i numeri del circo dell’esistenza, l’eco della vera gloria. Sei colpi che tuoneranno nello spazio – tempo, basta soltanto armare il cane e prendere bene la mira. Click.

Bang.

 

Devo compiere un viaggio solitario,

lettore

ti sto chiedendo molto

senza margini né ricompense

se non la condivisa bellezza

della creazione.

Ci prenderanno con i loro

complimenti strutturati e la

gioia,

ci offriranno denaro

pastiglie

cene

malignità

ville con piscina e mare

menzogna

risultati

lingue

culi

malattie

esagerazione

violini da salotto

sfilate di cani parlanti

il grande salto

e attento,

noi diremo di sì.

 

Gli autori che vogliono presentare le loro opere all’interno di questa rubrica possono contattare la redazione o direttamente il sottoscritto. I prossimi colpi spettano a voi, fatevi sentire.

 





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