Harold Norse. Il primo e l'ultimo della mia razza z ';
24/02/2018

Harold Norse. Il primo e l'ultimo della mia razza

382

Di Diego Cocco

Il giardino dei sei colpi

Critica al genere assurdo

Memorie di un angelo bastardo, opera mai tradotta in Italia. E così ci siamo persi (ci stiamo perdendo) un importante spaccato di poesia vissuta, troppo occupati a fare spazio nella memoria per i nostri classici da banco - scuola.

Io nel frattempo sono stato accusato di proporre avanguardia in ritardo di due decenni. Anche se conosco il lavoro degli autori a cui vengo accostato e non vedo molte similitudini con il mio, rimango trafitto lo stesso. L’incomprensione genera critica, la critica genera incomprensione e inutile desiderio di rivalsa. Infatti eccomi qui a ribattere da gracile illuso in un articolo accompagnato dal signore delle cicatrici, quell’Harold Norse esperto d’Italia, di galere stipate di ubriaconi, di coltelli, di Hollywood e di inchiostro rosso utilizzato per colorare la sua stessa pelle.


Credere nell’assurdo

scrivendo una poesia
e sentendomi assurdo
per questa attività senza sugo
sono andato alla finestra
e ho visto un mingherlino
cappelmatto barba di tarme
baffo alla groucho
ghignante
mormorante
a se stesso
contemplava
le cartoline di auguri
alla finestra
delle imprimerie
git-le-coeur
all’improvviso
con una rapida
calligrafia sul muro
ridendo di soppiatto
e scuotendo la vecchia testa
(bislacco solitario
vestito un po' da prete
topesco e nero)
lui ha scritto
e ho dovuto vedere
e sono corso sotto
e ho letto

 

STIAMO CERCANDO
RAGIONI RAZIONALI
PER CREDERE
NELL’ASSURDO.

La critica genera energia. Lo scrittore immortale trova il modo per incanalarla nel giusto verso.



Non raccomanderei l'Amore

ho sentito la testa trafitta
da una corona di spine ma ho scherzato e ho pigliato la metro
mi sono sprofondato nei cessi della scuola a masturbarmi
scrivendo segretamente
d'inferno e adolescenza
perché ero «diverso»
il primo e l'ultimo della mia razza
soffocando sensazioni acute
nelle piscine e negli spogliatoi
drogato di labbra e genitali
ammattito per le chiappe
ammirate da Whitman e Lorca
da Catullo da Marlowe
e Michelangelo
e Socrate
e ho scritto: Amici,
se ci tenete a sopravvivere
non vi raccomanderei
l'Amore.

 

 

 

La critica del diverso, perché il teorema urla che il diverso fa davvero paura, è libero e corre piangendo di felicità per rompere i disegni dei vecchi capisaldi. L’arte generata è il suo regalo, il frammento di vita comprensibile soltanto alle anime che sono sprofondate allo stesso modo.

 

 

Nessuna idea oggi per allontanare

la melma, dopo un giorno trascorso

in ospedale

a pregare insieme a persone

già morte tanti anni fa

durante il primo vagito

libertà

ripetizione di vecchi schemi

esausti

camice bianco mi ha offerto una sedia

crescita bloccata

mentre la calma diventa un gatto

sulla mia scarpa

capriole

non trovo la posizione giusta

spicca il salto

ottantenne si alza e chiede

futuro

io chiedo dove sono finiti

i miei pantaloni

protesi per millennio rovinato in fretta,

ma sono qui che scrivo

e ancora graffio

dottoresse con battute facili

da rileggere al circolo banalità,

per il mio dolore

siringa lenta

fate bene

sono un maledetto pessimista

magari capirò

all'ultimo lamento,

è ora di pranzo

porte chiuse

barella da spostare

perché intralcia il

passaggio della morte,

mascherata felicità

potrò tornare a casa

ora del riposo

in mezzo a unghie

da settanta euro

la macchina parte

io sono rimasto a contare le ore

ossa fuori posto

mente fuori posto

sacchi di sabbia bianca

aspettano la pioggia di domani,

deviazione da articoli umani

clementi

devo ringraziarli

devo rimettere ogni cosa

sulla loro penna

arriverà il mio turno

notte

pareri immutati

cazzate

so fare molto meglio

ma accetto l'analisi

gatto che si solleva

scuote prigioni

ingoia saliva con antidolorifici

ogni quattro ore

ma domani, ah domani

tutto da far tornare

inizio adesso

chiamo

dolore

cute grassa da cane

alimentazione sbagliata

se fosse

potrei rimescolare

le case alle mie spalle,

esco

mi insinuo

rapace gran natura e uno

sbuffo

i feriti sono accontentati

per ora

basta offrire loro

una campana di legno

con le iniziali di tutti.

Libreria on line





Sponsor

Articoli correlati

Lascia un commento

Pubblicità
-->
Risultati ad oggi
19/08/2018
Tot. Articoli letti 120591
Utenti on line N/D
Fan su Facebook 1889
Utenti registrati: 134
Seguici su Facebook
Eventi in vetrina
non ci sono eventi
Pubblicità
?>