L’importanza del coaching per migliorare la performance artistica. z ';
16/06/2018

L’importanza del coaching per migliorare la performance artistica.

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Di Corinne Vigo

Eclectic Evolution

In tutte le civiltà e le culture nel mondo esiste l’espressione artistica. La preistoria ci offre straordinari esempi di arte figurativa, l’antica Grecia ci riporta alla mente il teatro, e in tutte le parti del mondo si danza e si suona. Non possiamo negare che l’arte sia nella natura dell’essere umano, che canalizza in questo modo la propria energia vitale e comunica in maniera creativa e metaforica. Se la routine quotidiana e la pressione del mondo del lavoro privano parzialmente l’uomo moderno della possibilità di esprimersi nell’arte, non è mai troppo tardi per comprendere che essa rappresenta un linguaggio per parlare alla nostra anima ed entrare in contatto con le nostre emozioni.

Grazie all’esperienza decennale come formatrice, personal coach, attrice teatrale e ballerina, ho potuto supportare tanti giovani artisti nella scoperta dei loro talenti e nell’acquisizione di tecniche fondamentali attraverso le quali poter padroneggiare il palcoscenico e il contatto col pubblico rendendo eccellenti le proprie performances. La declinazione del coaching nel contesto artistico consiste in un intervento assimilabile a quello del coaching sportivo e utilizza in parte le stesse tecniche e strategie, ma con un’attenzione particolare alla sensibilità di chi veicola in questo modo le proprie emozioni e i propri vissuti.

Ho il privilegio di guidare per il terzo anno di seguito i giovani e le giovani partecipanti al Concorso Nazionale Miss & Mister Sardegna, un concorso di bellezza e talento che consiste in un percorso formativo attraverso il quale i candidati crescono e apprendono competenze artistiche e relazionali che possano poi spendere nel mondo del lavoro. Lavorare come operatori dello spettacolo richiede non soltanto lo sviluppo di doti artistiche, ma soprattutto una maturità e una consapevolezza che permettano ai giovani talenti di rimanere con i piedi per terra e crescere con equilibrio.

Vivere l’esperienza del palcoscenico offrendosi in pasto al pubblico mette a nudo l’attore, che si espone al giudizio, allo sguardo inclemente degli esperti, alla critica talvolta distruttiva della persona annoiata e inconsapevole. Ecco perché è importante essere padroni non soltanto della performance, ma anche della gestione delle proprie emozioni e dei livelli di concentrazione e attenzione.

Essere supportati da un bravo coach offre la possibilità di aver chiari i propri talenti, gestire l’ansia da palcoscenico, lavorare sulla propria autostima e la propria sicurezza, trasformare le convinzioni limitanti, migliorare la comunicazione col pubblico, apprendere nuove strategie per aumentare i livelli di concentrazione e memoria rendendo eccellente il risultato del proprio lavoro. Fondamentale è anche il ruolo del coach per migliorare l’affiatamento, la coesione, la motivazione e l’armonia all’interno del gruppo artistico, esattamente come si fa nel team sportivo. Parlare la stessa lingua dell’artista che diventa cliente, offre una straordinaria condivisione ed empatia nell’esperienza del coaching, e ha un effetto moltiplicatore sulla passione e l’energia che poi si sprigionano nella performance. 




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