Giove, Diritto e la scarpa giusta z ';
08/03/2018

Giove, Diritto e la scarpa giusta

220

Di Alessandro Pasquale Lippi

Di Diritto

Quando analizzo un concetto o più semplicemente cerco la parola giusta al caso che sto trattando, uso spesso il dizionario dei sinonimi e contrari. Alle volte, incuriosito, cerco anche l’etimologia delle parole, ovvero la loro origine, scoprendo il perché una data parola ha quel preciso significato. Così un giorno ho cercato la parola “diritto”, scoprendo che viene dal latino ius, come tanti sapranno. Ma a sua volta da cosa deriva il termine ius? Ogni parola in effetti deriva da altre parole che hanno a loro volta una storia ancora più antica, fino a risalire alle origini del linguaggio. Scoprii perciò che ius, ha origine dai più antichi popoli del continente indo-europeo, che nelle situazioni di emergenza urlavano in segno di aiuto un semplice verso che si scriveva jou o you. Naturalmente si parla di teorie formulate dai glottologi, e quindi non di verità assolute, ma mi piace credere alla bontà di questo argomento per il semplice fatto che credo fortemente nella finalità di aiuto e supporto che ha il diritto. Questa finalità si è radicata fortemente nell’uomo, ancora prima dei codici, dei tribunali e dei giudici. Una finalità tanto importante che l’uomo la attribuì addirittura a un Dio, il cui nome vi sembrerà familiare: Giove, in latico arcaico Ious, per poi arrivare infine a ius: diritto. È Giovan Battista Vico a vedere questa evoluzione del termine, in coerenza con “il costante tentativo degli uomini di adeguarsi alla volontà di Dio” e con il forte connotato religioso del diritto arcaico, ovvero ai tempi in cui si parlava del cd “diritto naturale”, preesistente al diritto scritto in quanto regola suprema ordinata dall’alto, addirittura dalla divina provvidenza appunto. Oggi è certamente più complicato credere a questi argomenti, ma all’epoca si temevano fortemente le conseguenze dell’ira degli dei, pertanto una regola voluta da un dio non veniva certo violata con disinvoltura.

Questa storia mi ha consentito di riflettere sul modo in cui, quasi ingenuamente, l’uomo ha colmato gli spazi vuoti con il diritto, consentendo così la creazione di ordine nella società, fino ad arrivare ad un livello di civiltà straordinario, che guida i popoli a migliorare la propria condizione. Il diritto, anche privato della condizione divina, ha provocato enormi passi avanti nel pensiero umano, concretizzati nel principale strumento che ha l’uomo per imporsi (senza sopraffare): la legge. Dove c’è una necessità, un grido di aiuto (uno “jou”), è intervenuto il diritto, sanando le disparità e migliorando la nostra vita. Facendo questo, presto ci siamo imposti al diritto, ne abbiamo preso le redini con una coscienza diversa, partecipando al cambiamento, senza subirlo più come qualcosa di etereo che poteva colpirci dall’alto all’improvviso.

In tempi di crisi è difficile divulgare messaggi di questo tipo, ed il diritto più recente, soprattutto quello del nostro paese, non gode certo di ottima salute (soprattutto quanto al mercato di lavoro). Tuttavia non deve sfuggire che ogni norma, a cascata, deriva da un insieme di principi che sono il frutto dello studio e dell’analisi della società. Questo significa che siamo noi a fare il diritto! Questa materia nasce aderente alla realtà, tanto che certe leggi muoiono nel tempo, vengono modificate, aggiornate, non sono immutabili, e quando nella società un fenomeno nuovo prende piede, il diritto è la prima branca di studi che se ne occupa, e lo fa SEMPRE nell’interesse della società stessa, di cui è al servizio.

Tuttavia, come in tutte le cose, sono tanti i fattori che influenzano il pensiero dell’uomo, così ci si trova da anni a parlare di temi controversi (esempi possono essere l’eutanasia, sfociata nella recente legge sul bio-testamento, o la legalizzazione delle droghe, ancora discussa) o a dover affrontare gli effetti di leggi sbagliate (nessuno dice che escano sempre perfette). Il fascino che esercitiamo su noi stessi, però, in modo quasi antropologico, filantropico, rimette sempre tutto in discussione al solo fine di migliorarci.

Il diritto è, perciò, a mio giudizio, l’arma più efficace che abbiamo per perseguire uno dei nostri istinti più genuini: stare bene… stare meglio! La “scarpa giusta” di un cammino lungo millenni.

 





Sponsor

Articoli correlati

Lascia un commento

Pubblicità
Risultati ad oggi
21/09/2018
Tot. Articoli letti 132459
Utenti on line N/D
Fan su Facebook 1889
Utenti registrati: 138
Seguici su Facebook
Eventi in vetrina
non ci sono eventi
Pubblicità