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"Ti vedo per la prima volta" in Sardegna:un caffè con Diego Galdino

Di Marta Banditelli

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Creativi sommersi

E' previsto per il 3 Febbraio alle ore 17,30 presso la Mondadori Bookstore "I MULINI", sita in Via Piero della Francesca 3, Selargius (CA), l’evento di presentazione del libro “Ti vedo per la prima volta” dello scrittore romano Diego Galdino.

In occasione di questa attesa uscita, chiacchieriamo, davanti ad un ideale caffè, con l'autore di "Il primo caffè del mattino".


Quando nasce in te la consapevolezza di dover scrivere?
Di solito gli scrittori di romanzi d’amore iniziano a scrivere sempre per una donna, ed anch’io non sono stato da meno. Ho scritto il mio primo romanzo perché volevo raccontare una storia d’amore che, a differenza della mia, finisse bene.E non ho più smesso.


“Ti vedo per la prima volta” è il tuo ultimo romanzo, edito da Sperling & Kupfer. Protagonista è un’affascinante quanto misteriosa donna dagli occhi verdi. Chi è Josephine?
Josephine, per tutte le persone che la amano Peach, è una donna guerriera che lotta ogni giorno con una malattia altamente invalidante come la narcolessia, che cerca d’impedirle di vivere una vita normale, fatta di emozioni, amore, soddisfazioni. Ma lei non molla mai, non si arrende, è decisa a non perdersi nulla, a sorridere malgrado tutto e a fare in modo che la sua malattia se ne faccia una ragione.

Roma fa di nuovo la sua comparsa nei tuoi scritti, magnifica coprotagonista delle vicende dei tuoi personaggi. Che ruolo gioca la città eterna in quest’opera e che rapporto hai con Lei?
Se ne ho la possibilità cerco di celebrare sempre la mia città nelle mie storie, magari dando la possibilità a chi già se n’è innamorato, e a chi ancora non l’ha fatto, di scoprire luoghi nuovi e magici. Ho fatto così anche in questo romanzo, lasciando che Roma divenisse il giusto palcoscenico per uno spettacolo di belle persone. Io amo Roma, tanto da affermare che la più bella dichiarazione d’amore che possa fare un romano alla persona che ama sia:”Io per te rinuncerei a Roma”

Altro grandioso coprotagonista,l’Amore, grande costante e fonte d’ispirazione. Qual’è l’amore che viene raccontato il “Ti vedo per la prima volta”?
In "Ti vedo per la prima volta" racconto diversi tipi di amori; quello tra genitori e figli, quello tra fratelli e quello tra due persone che erano destinate ad incontrarsi e a stare insieme.

“Il primo caffè del mattino” diventerà presto un film. Possiamo anticipare qualche dettaglio?
Come ripeto sempre quando si parla di cinema in Italia, ‘presto’ diventa una parola grossa. Ci sono storie che, malgrado la serietà del progetto e la ferma volontà di chi pensa di farle diventare un film, ci mettono anni per arrivare nelle sale. Per il momento abbiamo una sceneggiatura di Vittorio Moroni, uno dei più bravi in Italia, Paolo Marchione come regista, e qui basta dare un’occhiata al video dei Negramaro. Basta così per capire di chi stiamo parlando. Quasi sicuramente avremo Giorgio Colangeli come amico fraterno del protagonista e voce fuori campo del film.


Il bancone del bar è un davanzale sul mondo, dal quale il barman scorge l’umanità che gli si palesa davanti. La studia, la osserva, interagisce da una posizione privilegiata, quasi super partes. Quale contributo ha dato questo mestiere alla tua scrittura, e quali spunti, aneddoti e personaggi ti hanno ispirato?
In realtà il più delle volte non traggo ispirazione dal mio lavoro, perché scrivendo cerco di evadere dal mio contesto quotidiano. Certo, ne "Il primo caffè del mattino", e nel suo seguito che sta per uscire con il titolo di "L’ultimo caffè della sera", il Bar, con tutti i suoi personaggi e i vari aneddoti, tornano predominanti. Ma questi due romanzi, specialmente il secondo, vogliono essere una celebrazione della mia vita da barista, del posto dove sono nato, cresciuto ed ho amato, e delle persone che non ci sono più.


L’evento di presentazione la Mondadori Bookstore "I MULINI" sarà la tua prima tappa sarda? Ce ne saranno delle altre?
Sono davvero orgoglioso ed onorato di poter presentare un mio romanzo in Sardegna, ed ancora di più perché sarà la mia prima volta in questa splendida isola. Spero che sia la prima di una lunga serie.


Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ho solo un progetto futuro, l’uscita in primavera del mio prossimo romanzo, come ho già detto il seguito de "Il primo caffè del mattino". Ogni volta che rileggo "L’ultimo caffè della sera" mi chiedo sempre se sarò in grado di scrivere un libro più bello di questo.





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