Il caloroso benvenuto all'uscita de "La cercatrice di corallo" di Vanessa Roggeri ';
28/01/2018

Il caloroso benvenuto all'uscita de "La cercatrice di corallo" di Vanessa Roggeri

Di Marta Banditelli

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Creativi sommersi

Sabato 27 gennaio 2018. Persso la sede della Mediateca del Mediterraneo (Mem) di Cagliari è avvenuta la presentazione ufficiale del nuovo libro di Vanessa Roggeri, scrittrice cagliaritana. La presentazione è stata organizzata e condotta dal club di Jane Austin Sardegna, con la direzione artistica di Giuditta Sireus. "La cercatrice di corallo" narra la vicenda di una donna coraggiosa, impavida, di nome Regina, di professione cercatrice di corallo. La vicenda comincia nel 1919, nel momento in cui Regina, ancora piccola, incontra Achille, al quale dona un rametto di corallo rosso fuoco che, gli promette, porterà a lui tanta fortuna. I due si reincontrano anni dopo, in modo casuale, e tra loro nascerà un amore travolgente, contrastato dalle loro famiglie, coinvolte in una faida che si perde nella notte dei tempi.

 

Vanessa è al suo terzo romanzo. I primi due, "Il cuore selvatico del ginepro" (2013) e "Fiore di fulmine" (2015), hanno riscosso un ottimo successo di pubblico, e per questo suo terzo la scrittrice cagliaritana comincia la sua collaborazione con Rizzoli Editore. La passione per la scrittura la deve ai racconti di sua nonna, miti e leggende della tradizione sarda che la affascinano e la coinvolgono.

Durante la presentazione dell'opera, uscita martedi 23 gennaio, è stato evidente il caloroso rapporto di affetto fra la scrittrice ed i lettori. La sala era gremita, e la fila per la firma della copia tanto nutrita da dover essere sospesa e ripresa dopo l'evento. Un vero e proprio spettacolo ha accompagnato un dialogo fra Vanessa Roggeri e Giuditta Sireus. Preziosi gli interventi di Marina Ferraro, maestra del corallo, delle sorelle Podda, stiliste, e di Daniele manunza, rievocatore storico, che insieme a Claudia Tronci, danzatrice, ha messo in scena la leggenda legata al corallo.

Vanessa Roggeri dichiara una data precisa nella quale in lei è nata l'idea per questo suo ultimo romanzo: 31 agosto 2015. Si trovava ad Alghero per due giorni, in occasione della presentazione del precedente romanzo, "Cuore di fulmine". Passeggiando per le stradine del centro storico con sua madre, si trova a passare davanti alle deliziose vetrine piene di corallo. In questo contesto sono sorte spontanee delle domande. Per la prima volta si chiede:"ma possibile che io, nata in Sardegna, dove il corallo è così importante, non sappia niente della storia del corallo?Non sappia niente di chi ha pescato e pesca oggi il corallo, di chi lo lavora ?.

Folgorata da questi pensieri, così, improvviasamente, comincia a vedere, con gli occhi della mente, la protagonista. Regina si tuffava dalla barca, e affondava così negli abissi marini in cerca di corallo. La storia si forma dentro di lei con potenza e ambivalenza. Un anno dopo, il 31 agosto del 2016 porta a termine il romanzo;un anno preciso per pensarlo, studiare e documentarsi ed affrontarne la stesura. In questo romanzo affronta una Sardegna diversa rispetto agli altri due romanzi, una Sardegna con un respiro più ampio ed una contrapposizione netta. E' la Sardegna della costa, la Sardegna del mare e il suo senso di libertà, e poi l'entroterra, quello degli altri protagonisti appartenenti ad una delle due famiglie, l'entroterra legato così alla terra, al lavoro della terra.

Il romanzo è dedicato alla Sardegna. E' il terzo libro che le dedica, anche se gli altri non in maniera esplicita, ma solo idealmente, nel suo cuore. Per questo terzo ha proprio voluto che fosse scritto nella dedica: "Dedicato alla mia terra, fonte inesauribile d'ispirazione". La Sardegna è motore delle sue emozioni. Racconta l'autrice:"Noi tutti sardi abbiamo un legame fortissimo, identitario con la nostra terra. La terra diventa Madre nel momento in cui tu tenti di conoscerla anche nei suoi aspetti meno noti,nelle sue pieghe un pò più oscure, nelle sue contraddizioni, e nel momento in cui accetti queste sue ombre la terra diventa madre. Un rapporto così intenso e forte diventa per noi indelebile, ed io sono sicura che nel momento in cui dovessi scrivere una storia che non racconta prettamente una trama sarda, la Sardegna sarebbe comunque per me fonte di ispirazione proprio perchè è dentro di me, è nel D.N.A., e non ho scelta".

 

 



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