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20/12/2017

Divertente, cinico, ironico: "7 mesi" di Elena Carletti

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Di Marta Banditelli

Creativi sommersi

Non dite di no. Il vero incubo moderno, la circostanza che ci terrorizza al solo pensiero e ci leva il sonno e la serenità è una sola: la rimpatriata di classe. Hanno fatto scuola film quali “Compagni di classe” di Carlo Verdone, e l’ansiogenissimo (per ciò che mi riguarda) “immaturi” di Paolo Genovese. Quest’ultimo racconta la disavventura di alcuni ex studenti, ormai molto più che adulti, che per un errore burocratico si trovano a dover ridare l’esame di maturità: “l’esorcista” mi ha messo meno angoscia.

Ed è proprio l’imminente incontro con gli ex compagni di classe il tema portante di “7 mesi” di Elena Carletti.

Elisabetta è una trentenne pigra, cinica, spendacciona e disoccupata: pessimo mix. Non ha particolari ambizioni, fatta eccezione per la mortificazione del prossimo, che considera una vera e propria missione. Il suo mondo inizia e finisce fra le sue amate scarpe tacco dodici, le intensive sessioni di shopping e l’amara constatazione dell’inutilità del resto del genere umano. questo sino a quando accade l’imprevedibile. Riceve la partecipazione di nozze di una sua compagna delle scuole superiori, evento che farà da vero e proprio spartiacque nella sua esistenza. A lei le compagne delle superiori sono sempre state sulle balle, e questo invito smuove in lei la sete di riscatto, sopita sotto anni ed anni di rimuginare, ripercorrere e rispolverare ricordi passati, spiacevoli o spiacevolissimi. Elisabetta decide che quella è l’occasione buona per cambiare, non certo per se stessa, ma solo per apparire: deve trovare lavoro, dimagrire e presentarsi al matrimonio con un accompagnatore, e queste cose vanno fatte alla svelta. Sette mesi è il tempo che separa Elisabetta dal fatidico matrimonio. Nel perseguire il suo obbiettivo dovrà fare i conti con qualcosa che nemmeno lei si immaginava: vivrà un intenso faccia a faccia coi suoi sentimenti.

Elena Carletti è moglie e mamma felice, appassionata di lettura e scrittura. E’ laureata in economia e commercio, e nel 2008 ha conseguito un dottorato di ricerca in Economia Aziendale. La sua passione è lontana anni luce dagli studi fatti, ed affonda le radici nell’infanzia. I suoi diari scolastici erano come dei libri di fiabe, le cui pagine venivano riempite quotidianamente da storie che inventava. Ben presto l’esigenza di scrivere si è fatta più pressante, fino a portarla a scrivere qualcosa di più lungo, una storia più complessa; un romanzo.

“7 mesi” è una storia fresca, ironica e divertente. Di autobiografico non c'è molto, sostiene l’autrice.

“Il carattere della protagonista è distante dal mio, anche se ho preso spunto da qualche vicenda del mio trascorso, come la ricerca del lavoro, la dieta. Ho optato per il self publishing in quanto la strada verso la pubblicazione con una casa editrice è risultata un’impresa impossibile. Alle volte puoi anche aver scritto un bestseller, ma nessuno se ne accorge, le case editrici non si curano degli emergenti. Un autore autopubblicato purtroppo viene considerato un autore di serie B, se non C. Inoltre occorre promuoversi, farsi largo tra la miriade di titoli che spaziano sul web. Si punta sul passaparola, ma anche in questo caso, il successo non è assicurato. Non c'è interesse verso gli emergenti. Le case editrici sono aziende e, come tali, puntano ai guadagni. Non c'è nulla di male, tuttavia molte voci buone rimangono nascoste nella sabbia”.

“7 mesi” è disponibile su Amazon





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