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18/12/2017

Confronto, contaminazione ed orgoglio sardo in tre giornate: "Sardinia Endless Island"

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Di Marta Banditelli

Creativi sommersi

Non è affatto scontato, nel periodo storico nel quale viviamo, ricordare a noi stessi chi siamo; un popolo migrante. Milioni di italiani, ieri come oggi, hanno trovato nell’esperienza all’estero un’occasione di crescita, di formazione e di lavoro, scegliendo di trascorrere parte o tutta la vita fuori dal proprio territorio. I sardi non fanno eccezione, ed anzi l’istat parla di numeri in aumento.

Certamente non dimentica la propria esperienza all’estero Antonia Fulghesu, giovanissima organizzatrice dell’evento “Sardinia endless island”, previsto per il 21, 22 e 23 dicembre 2017 a Cagliari.

Oggi ventiseienne, Antonia, cagliaritana, comincia la sua esperienza formativa fuori dalla Sardegna a 19 anni. Trascorre tre anni in Irlanda, durante i quali ha occasione di incontrare una realtà differente dalla propria.

“All’inizio l’integrazione è stata dura” racconta Antonia, “non conoscevo la lingua, ne le abitudini del paese che mi ospitava. Successivamente ho trascorso un anno ad Atene, dove ho svolto il servizio di volontariato europeo. Ho vissuto diverse realtà, ed ho constatato il divario che esiste tra la mia terra ed il resto dell’Europa. Una volta tornata alla base ho potuto conoscere il mondo delle associazioni, e grazie alla TDM2000, che si occupa di mobilità internazionale e non solo, sono riuscita a partecipare ad alcuni progetti europei. Da qui l’esigenza di fondare “Mimina”, l’associazione dedicata a mia nonna, forte e presente in tutte le tappe fondamentali della mia vita”.

Antonia, come nasce e cos’è “Sardinia Endless Island”?

L’idea della manifestazione è nata dalla mia esperienza di ‘migrante’. Ho avuto il desiderio di condividere riflessioni, stati d’animo e sensazioni con chi ogni giorno è costretto a combattere contro i luoghi comuni. Penso ai miei conterranei all’estero, ma penso anche a chi è straniero nella mia terra. E’ un’occasione nella quale scoprire ed esaltare la cultura sarda, ed il profondo attaccamento a questa terra che solo chi è isolano comprende. Ma sarà anche un momento di scoperta delle culture e di sapori di terre lontane, un connubio che la convivenza con etnie differenti ci offre quale ricchezza.

Cosa troveranno gli avventori dell’evento?

Tutti coloro che parteciperanno alle tre giornate avranno modo di avvicinarsi alle esperienze dei sardi nel mondo, e degli stranieri in Sardegna.

Durante la prima giornata, venerdì 21, a partire dalle 16,30 presso il Lazzaretto presenteremo il nostro progetto, coadiuvati da un team di sociologi e psicologi. Sarà un focus sugli studi in merito all’esperienza di migranti dalla e verso la Sardegna. Un confronto fra chi arriva e chi parte, il concetto di “accoglienza” affrontato da punti di vista diversi, e talvolta opposti. I sentimenti in gioco sono tanti: la sofferenza per il distacco dalla propria famiglia, la nostalgia, la forza e la tenacia necessari a superare piccole e grandi difficoltà.

Nelle giornate del 22 e 23, a partire dalle ore 18 presso l’Hostel Marina in piazza San Sepolcro verrete accolti in un’area allestita da decine di stand espositivi riservati alla gastronomia, all’arte ed alla cultura, sarda ed internazionale, in un’intreccio che esalta la contaminazione fra le diverse comunità. Sarà un ‘assaggio’ delle ricchezze territoriali, una micro fiera enogastronomica, con degustazione di vini e birre artigianali ed un buffet di accompagnamento.

Il progetto è patrocinato dalla Regione Sardegna, ed è realizzato in collaborazione con varie associazioni, fra le quali la FAES, la TDM2000 e Sarditinera.

Dove possiamo trovare maggiori informazioni?

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