Videogiochi e cinema: due media che si incontrano ';
11/03/2018

Videogiochi e cinema: due media che si incontrano

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Di Giulia Palmas

Cine Pop-Corn

Negli anni '70 le componenti dei videogiochi vengono miniaturizzate e questi vengono destinati ai singoli giocatori, non solo alle sale giochi. I videogiochi entrano nelle nostre case e spingono gli utenti all'acquisto di console e PC, più avanti diventano portatili con il GameBoy.

Oggi Sony, Nintendo e Microsoft ovvero PlayStation, Wii e Xbox, hanno il monopolio del medium videoludico, controllando le uscite e la produzione dei giochi.

Il videogioco è un vero e proprio fenomeno collettivo, che ha superato per vendite e titoli le produzioni di Hollywood e che interessa uomini e donne in media fino ai 35 anni. Il successo del medium, è dovuto alle caratteristiche dell'uomo contemporaneo: non vuole crescere e vuole essere immerso in un mondo fittizio, senza responsabilità e senza dover agire in modo razionale. Il dibattito al centro del quale si trovano i videogiocatori è acceso e non è diverso da quelli che si sono creati attorno ai media che lo hanno preceduto, come la televisione.

Le somiglianze tra cinema e videogiochi si fa sempre più visibili a diversi livelli: postproduzione, ambientazioni, spettatori.

I film vengono citati nei videogiochi e i videogiochi nei film.

Nel 1994, in Pulp Fiction, Bruce Willis si ritrova a dovere scegliere quale arma usare tra tante. Prima un martello, poi una mazza da baseball, una sega elettrica e una spada. Questa scena sembra una vera e propria citazione ai videogiochi, in particolare al momento in cui il giocatore deve scegliere tra tante quale arma usare.

Qui la clip tratta dal film: Video

Allo stesso modo il film Hardcore! Viene interamente girato utilizzando la soggettiva, riproponendo dunque le inquadrature e i temi dei videogiochi in prima persona e l'identificazione con i personaggi. Qui un esempio, abbastanza violento, tratto dal film: Video

Ancora, le ambientazioni dei film ricordano quelle dei videogiochi, come in Tron o Matrix utilizzando il linguaggio cinematografico (movimenti di macchina, raccordi inquadrature) piegato alle caratteristiche tipiche di un videogioco.

I film diventano videogiochi e i videogiochi diventano film: lo spettatore diventa giocatore e viceversa. Come è possibile vedere con Tomb Rider, il cui successo ha portato alla produzione di due film con protagonista Angelina Jolie nel 2001 e nel 2003, e un terzo che sarà presto nelle sale italiane con un reboot. Altri esempi sono Silent Hill e Resident Evil.

Negli ultimi anni videogiochi come Heavy Rain, Beyond: Two Souls e Until down, mostrano come il videogioco sublimi le potenzialità narrative del cinema rendendo il videogiocatore artefice del destino dei personaggi. In queste avventure grafiche infatti, il futuro dei personaggi è lasciato in mano alle scelte di chi gioca. Ogni singola scelta, che sia compiere un'azione o rispondere in un certo modo, influenza gli avvenimenti successivi e il finale del gioco.

In Heavy Rain, ad esempio, si gioca nei panni di quattro personaggi strettamente legati nella trama e le scelte possono portare a 17 epiloghi differenti. Si tratta di videogiochi la cui potenzialità narrativa assomiglia molto a quella del cinema, racchiudendo anche un più profondo senso di identificazione e che permette allo spettatore/giocatore di cambiare il corso della storia. Si tratta, in poche parole, di giocare un film.

Il mondo dei videogame e dei film sembra dunque mescolarsi e completarsi, regalandoci la possibilità di trarre il meglio da entrambi.





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