Intervista a Valentina Silvestri, Mammaturchina z ';
08/01/2018

Intervista a Valentina Silvestri, Mammaturchina

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Di Francesca Pola

Mommybloggers

Diamo il via alla rubrica "Professione: Blogger" con Valentina Silvestri, blogger e mamma a tempo pieno. Il suo blog si chiama Mammaturchina (www.mammaturchina.com) e si rivolge soprattutto alle mamme, ma non solo. Io personalmente non ho figli, ma ho scoperto di leggere con piacere i post di Valentina, perché parlano alla mia anima di donna. Ed è proprio qui che risiede l'intento di questo blog: far capire che una mamma è soprattutto una donna, e non un essere perfetto che pensa esclusivamente ai figli. Una mamma ama i suoi figli, ma allo stesso tempo continua a percorrere una strada parallela, quella di una donna nel pieno della sua esistenza, consapevole delle proprie passioni, dei propri desideri, delle proprie imperfezioni.

 

Valentina, quando è nato il tuo blog?

Nel settembre 2016, dopo un'estate in cui non ho fatto che pensare a questo progetto senza mai decidermi a mettere nulla nero su bianco. Avevo tante idee e tante emozioni a cui sentivo il bisogno di dare una forma. Il mio secondo bambino compiva un anno, la primogenita ne aveva quasi tre ed era sempre più forte in me il desiderio di raccontare a me stessa, ai miei figli e agli altri genitori la mia esperienza di mamma, tra momenti meravigliosi, fatiche inaudite, quel sonno infinito, la sensazione di inadeguatezza, il sentirmi così fortunata e al tempo stesso sempre in colpa per qualcosa. Insomma, tutte le emozioni e le riflessioni che accomunano i genitori e che volevo condividere. I bambini piccoli, poi, sanno essere anche incredibilmente divertenti, e speravo di riuscire a raccogliere gli episodi più buffi e dolci in una sorta di diario da far leggere un giorno ai miei figli.

 

Quanto è difficile seguire il blog e nel contempo fare la mamma?

Attualmente faccio la mamma a tempo pieno e si potrebbe pensare che, non lavorando fuori, io abbia tutto il tempo che voglio per mettermi al pc e scrivere, progettare, organizzare... Non è così. Una mamma full time non stacca mai, il suo corpo e la sua testa sono costantemente accanto ai figli. Forse, in generale, noi madri tendiamo a mettere sempre un po' da parte le nostre necessità e a dare la precedenza a quelle degli altri, ma dovremmo capire che, per essere persone e genitori più soddisfatti, è indispensabile riuscire ad essere un pizzico egoiste e fare qualcosa per noi. Quel qualcosa, adesso, per me è scrivere, e trovare il tempo per farlo non è semplice! Quando i figli sono a scuola, il tempo vola, e quando tornano a casa, almeno per me non è fattibile lasciarli a giocare fra di loro, mettermi a portata di occhi e orecchie a scrivere. Per scrivere e per farlo bene, con concentrazione, non devono esserci distrazioni. Perciò scrivo quasi sempre di sera e di notte, quando purtroppo i miei neuroni andrebbero volentieri a dormire mentre io li costringo a fare le ore piccole dietro ai miei progetti. Però devo dire che quando metto la parola fine a un post, siamo tutti contenti! 

 

Che ruolo ha il blog nella tua vita?

La scrittura è una passione che mi accompagna da sempre, ma è solo da quando ho avuto i miei figli che ho capito come indirizzarla. Il blog è il mio aeroplanino di carta lanciato in cielo o un messaggio in bottiglia affidato alle onde del mare. Il mio blog è una casa che ho costruito da zero con pazienza e amore, una casa con le porte e le finestre aperte a chi avrà voglia di entrare e fare due chiacchiere. Non credo di esagerare affermando che Mammaturchina mi ha permesso non solo di raccogliere le idee, dare un senso ai momenti brutti, fotografare quelli belli ed entrare in contatto con tantissime persone interessanti: il blog è stato ed è per me una sorta di terapia.

 

Cosa vuoi comunicare a chi legge il tuo blog?

Ho sempre pensato che "fare rete" sia qualcosa di importante e necessario. La tendenza oggi, purtroppo, è quella di mostrarsi perfetti, competitivi, sfruttare le debolezze altrui a proprio vantaggio. Non mi sono mai riconosciuta in questo modo di vivere, e da mamma non mi riconoscevo nemmeno nei luoghi comuni che ci volevano sempre felici, grate, appagate da questa esperienza, come se la nostra vita iniziasse e finisse lì. Per me la maternità ha rappresentato non solo una fonte di immensa gioia, ma anche un durissimo confronto con i miei limiti. Le pubblicità che ci vorrebbero impeccabili e serene ventiquattr'ore su ventiquattro, premurose e sicure di noi, come se avessimo o dovessimo avere tutto sotto controllo, sono false. E nocive. Perché una mamma cerca di fare del suo meglio, ma a volte non sa cosa sta facendo. Perché ad essere madri si impara, ma questo comporta errori, cadute, sensi di colpa. Comporta l'imperfezione, e non dobbiamo vergognarci di dirlo. Mettere nero su bianco il mio essere madre mi aiuta ogni giorno ad accettare, ad accettarmi, a capire che non sono sola, né pazza, né sbagliata. Pensieri che tutte le mamme hanno, ma che spesso nascondono per paura di essere mal giudicate. Ecco il messaggio che vorrei lanciare attraverso il blog: ragazze, siamo tutte accomunate dal vivere questa magica e tragica avventura. Allora parliamone, raccontiamoci, ridiamone insieme o piangiamo, se necessario. Siamo mamme, siamo fragili ma anche fortissime e stiamo facendo un ottimo lavoro. Perché ognuna è mamma a modo suo, ma la voglia di raccontarsi credo sia la stessa per tutte.
 





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