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Premiazione "Ninetta Bartoli", F.I.D.A.P.A. 2018

Di Giulia Palmas

Segnalato con il form da:

2018-03-28

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Italia

L'associazione F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) è un movimento di opinione indipendente, che ha lo scopo di promuovere e sostenere le iniziative delle donne. Introducono la serata Rosanna Romano, direttore dell'Ufficio stampa del Consiglio regionale, Paola Melis, presidente FIDAPA BPW ITALY della Sezione di Cagliari e Ida Gasperini, presidente FIDAPA BPW ITALY distretto Sardegna.

“Ogni due anni sviluppiamo un tema nazionale, quello di quest'anno è la creatività femminile e la cultura dell'innovazione, motori di diverso sviluppo socio-economico e politico” dichiara Paola Melis. Su questo argomento si articola la serata, nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna, che si sviluppa con una serie di interventi che ampliano e argomentano questo tema.

Primo tra tutti, quello della pedagogista e criminologa Lisa Sole, che analizza il ruolo delle donne nella società del futuro. Questo è sicuramente cambiato nel corso dei secoli e due momenti lo dimostrano: il 1946 che ha segnato l'estensione del diritto di voto alle donne e il 1975 con la riforma del diritto di famiglia. Oggi le donne scelgono di dedicarsi alla cura della famiglia e di lavorare, avendo un'indipendenza economica, occupando ruoli importanti che prima erano prerogativa maschile. A causa dei pregiudizi ancora gli uomini tendono a non voler rivestire cariche subordinate a una figura femminile, arrivando a pronunciare frasi come “mamma mia come siamo ridotti male, dobbiamo prendere ordini da una donna” o a essere giudicate per alcune scelte di vita, come quella di avere un partner più giovane. A questo si può collegare l'episodio raccontato da Paola Secci, sindaco di Sestu, quando ha comunicato al suo secondo che essendo lei “una sindaca” egli sarebbe stato il “vice sindaca”. “Immaginate la sua faccia quando glielo ho detto” dice.

“Occorre continuare su questa strada, che è quella del cambiamento culturale profondo, che deve avvenire” afferma la pedagogista supportando il processo di emancipazione della donna.

Roberta Usai, coordinatrice regionale della commissione Team Up, dichiara: “Quando ho sentito la prima volta questo termine 'Team Up' ho pensato: che termine forte. Poi secondo me tradotto in italiano, 'fare squadra', 'donne che fanno squadra' è ancora più forte”. Un insieme di donne che si sostengono e si aiutano per agire, rompendo lo schema secondo cui le donne non sanno fare squadra e stare insieme è quello su cui si basa questa idea. “Le donne intelligenti sanno fare squadra”, aggiunge. La vincitrice Pupa Tarantini argomenta, dicendoci “Si abbatte un altro stereotipo, quello per cui le donne non fanno mai quadrato intorno alla donne”.

Angela Quacchero, presidente dell'Ordine degli psicologi della Sardegna, racconta come attraverso un test psicologico da lei personalmente seguito ha potuto notare un abisso nell'ambiente lavorativo tra uomini e donne. “Una delle caratteristiche che questo test misurava, era la propria percezione come persona creativa. In prima e seconda superiore le ragazze che esprimevano una motivazione forte verso la creatività erano in netta maggioranza rispetto ai loro compagni maschi – spiega – Quando le cose cambiano? Quando la creatività diventa arte e crea reddito. Ecco, a questo punto le cose cambiano completamente”. Insomma, le donne che rivestono cariche importanti esistono, ma sono vittima di pregiudizi e stereotipi che inibiscono le loro capacità. Una donna che in politica fa propaganda, viene giudicata in modo negativo e diametralmente opposto rispetto a un uomo che agisce allo stesso modo.

Nonostante i progressi non manchino, la strada che porta verso l'accettazione della donna in cariche lavorative superiori è ancora lontana.

La seconda parte dell'evento è dedicata al premio Ninetta Bartoli. “Un premio dedicato dalle donne per le donne” come lo definisce Rosanna Romano, che prende il nome dalla prima donna sindaco in Italia, sarda. Le vincitrici vengono enunciate in ordine alfabetico e la motivazione viene argomentata dalla conduttrice della serata.

La prima premiata è stata Grazia Maria De Matteis, Garante per l'infanzia e l'adolescenza. “Ha sempre messo le sue conoscenze giuridiche al servizio delle persone, soprattutto di quelle più deboli e ai bisognosi d'aiuto. Il suo impegno nei confronti dei minori è costante e continuo. La sua umanità e il suo rigore professionale, l'hanno sempre spinta a mettersi in prima linea per aiutare la società che soffre” motiva il direttore dell'Ufficio stampa. La vincitrice spiega come la responsabilità l'ha guidata nello svolgere il suo lavoro e ha accettato le vittorie e le sconfitte con forza e con la consapevolezza di potercela fare. Sottolinea che l'incarico di Garante per l'infanzia e l'adolescenza la onora più di qualunque altro ruolo abbia rivestito.

A Pupa Tarantini, Assessore dell'artigianato, viene assegnato il premio in campo politico “Per il suo tangibile contributo alla diffusione della cultura della Sardegna in Italia e nel mondo, per il suo impegno nella diffusione della storia di Oristano e in particolare della figura di Eleonora D'Arborea, per la sua battaglia costante e continua a favore delle donne”. La Tarantini ringrazia le donne con cui ha fatto squadra, spiegando come l'abbiano guidata nella sua vita.

La dottoressa Anna Maria Lanzillo, medico oncologo, si rivela sorpresa e onorata per avere ricevuto il premio. L'assegnazione le è stata riconosciuta in quanto “Unisce le sue indiscusse conoscenze scientifiche a una umanità non comune. Cerca in ogni modo di alleviare le sofferenze dei pazienti perché a volte la dolcezza e la sensibilità sono efficaci quanto le medicine”. La dottoressa ci spiega che l'empatia e la solidarietà sono alla base della cura del paziente e che funzionano meglio di qualsiasi farmaco.

 

 

 

 

 

 

 

 





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