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Siamo sulla bocca di tutti ma non è un pettegolezzo

Di Vincenzo Di Dino

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Editoriale

Bombe tedesche dalla Sardegna all’Arabia Saudita destinate allo Yemen. Anno nuovo, notizie vecchie. Ma se lo scrive il New York Times, la notizia diviene di stringente attualità e viene riportata da tutti i media. E noi non vogliamo fare eccezione. Vietato sottrarsi.

La notizia è ghiotta, il New York Times (NYT) ha scritto un pezzo sulle bombe tedesche della RWM prodotte in una fabbrica a Domusnovas, sul confine con Iglesias. La notizia rimbalza quasi come un pettegolezzo. La riportano tutti i media italiani, stampa, tv, web. Roberto Cotti e Mauro Pili, tra i pochi parlamentari a tenere una posizione critica a riguardo e che hanno il pregio di aver partecipato a manifestazioni e scritto interrogazioni, rivendicano il merito dell’ulteriore rilancio.

Merito indiscusso ma che andrebbe condiviso con altre testate di area vaticana molto attive dal punto di vista internazionale come Avvenire e Civiltà cattolica. Ma la notizia è vecchia. Sono dieci anni che si fanno manifestazioni in modo altalenante, manifestazioni “carsiche”. E da almeno due, per via del bombardamento in Yemen si manifesta in modo molto più puntuale. Perché dunque il NYT ne parla solo ora? La vera notizia è questa! Esiste un interesse “peloso” della stampa americana?

Trovo traccia anche nel seguitissimo blog di Vito Biolchini. Può non parlarne LaTestata.info. Rintraccio Salvatore Drago dell’USB Pensionati che mi racconta dei sit in, delle manifestazioni con le bare di bambini vuote, una delle più grosse è vecchia di almeno un anno. Gennaio 2017 quando ci fu un’interruzione del lavoro e gli operai furono mandati in ferie. - Ma cosa sta succedendo? – gli chiedo. Mi risponde che vogliono aumentare la produzione e aumentare le dimensioni della fabbrica! Ma perché? Forse per produrre altre cose, sempre per l’industria bellica.

Il Comune di Iglesias ha fatto presente che un aumento delle dimensioni della fabbrica ha bisogno del VIA da parte dell’Assessorato regionale dell’Ambiente. Per il comune di Domusnovas invece si può fare e vuole acquisire il terreno oggetto dell’allargamento.

Ma sono tutti contrari alla produzione di bombe a Domusnovas? Bombe? Per la ministra Pinotti non sarebbero nemmeno tali perché non sono innescate! E ci mancherebbe pure! A meno che si vogliano vedere saltare per aria gli operai…

Chiedo quale sia la posizione ufficiale della USB – Unione Sindacale di Base. La risposta è una sola: riconversione o chiusura! Con soldi della Regione Sardegna (3.200.000.000 lire) era prevista una fabbrica di biciclette! E invece… Ma che numeri contiene la fabbrica di morte? E’ sicura? Per gli operai è sicura anche se tempo fa c’è stato pure un incendio. Vi lavorano 80 persone fisse e altri avventizi fino a 250 totali. Ben 50 persone sono di Domusnovas e questo consente al sindaco di parteggiare per la fabbrica. L’amministrazione di Iglesias non si pronuncia. Si oppongono vari gruppi organizzati e spontanei. Social Forum, CSS, Focolarini, Italia Nostra (vista la presenza di siti archeologici nei dintorni). L’interesse del NYT sembra una premessa allo spostamento della fabbrica. Una delocalizzazione in altro continente. Per i giornali Arabia Saudita ma forse è il Sudafrica. Ma questo non garantisce una riconversione ad usi civili. E intanto, dopo dieci anni di proteste, rinfocolate negli ultimi due per via del bombardamento in Yemen, si continuano a produrre bombe.

 

 

Verso le elezioni/1 – Bombe di Domusnovas, i candidati da che parte stanno? L’esposto del Comitato Riconversione RWM

Ecco perché sono favorevole alla chiusura immediata della RWM di Domusnovas .

Bombe prodotte a Domusnovas in video Nyt 

New York Times: bombe costruite in Sardegna usate in Yemen su civili

 





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