Come si vota il quattro marzo, perche e, soprattutto, per chi? ';
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02/03/2018

Come si vota il quattro marzo, perche e, soprattutto, per chi?

Di Vincenzo Di Dino

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Editoriale

Le elezioni più brutte della storia sono alle porte. Esistono ancora i collegi sicuri? Vediamo le novità. – Come devo votare per…?

Ancora un piccolo sforzo e ci siamo. Le elezioni più brutte della storia italiana saranno servite. Una legge elettorale terribile che la Consulta prima o poi boccerà come ha fatto con le precedenti. Un po’ maggioritario, dove i segretari di partito scelgono i seggi sicuri per i loro protetti. Un po’ proporzionale, che per il gioco della distribuzione del voto, essendo in lista bloccata, gli eletti saranno i primi della lista, comunque scelti dal segretario del partito. Insomma elezioni brutte e inutili secondo qualcuno. Verrebbe fuori un Parlamento frazionato dove le principali forze politiche (le piccole saranno annientate perché infastidiscono i partiti maggiori), non avendo maggioranza, saranno costrette a fare inciuci per governare o almeno per fare una legge elettorale decente… Un’altra? E perché non l’avete fatta prima? In realtà il disegno è molto chiaro. Con la complicità di chi non vota (la vera maggioranza del paese), si rafforzano le posizioni dei gruppi di potere nelle rispettive segreterie con pochi voti e, grazie a questa schifosissima legge, mirati.

Ma intanto vediamo per cosa si vota, come, chi, e… per chi.

Le elezioni politiche servono per rinnovare l’organo legislativo, il Parlamento, composto dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica. Quei signori che manderemo a Roma dovranno fare i legislatori e sarebbe opportuno che avessero studiato almeno Scienze Politiche o Giurisprudenza per evitare di ripetere gli errori fin qui fatti con leggi pasticciate e poco chiare (da tempo dico che servono Testi Unici ma non voglio tediarvi). Ad eleggerli saranno chiamati tutti i cittadini italiani che al giorno delle votazioni compiono i 18 anni (per la Camera) o i 25 (per il Senato). L’elettore, in base all’età riceverà una o due schede (di colore diverso) praticamente uguali. Una novità è costituita dal fatto che i votanti non potranno più imbucare direttamente nell’urna ma consegneranno il proprio voto al Presidente di Seggio che verificherà che quella scheda sia la stessa che ha consegnato poco prima (per queste lungaggini al seggio ringraziate i mafiosi che, sembra, controllassero il voto procurando una scheda iniziale e consegnandola già votata) come si spiega anche nell’articolo in questo link 

Come si vota? Facile. Non dovete scrivere niente. I nomi sono già nelle schede, decisi dai rispettivi segretari. Basta una croce sul candidato del collegio uninominale e una nel partito che lo appoggia (che può essere o meno in coalizione). Sul come si vota trovate un approfondimento qui 

Secondo alcuni si saprebbe anche chi ha già vinto. Il centrosinistra no perché è diviso e alcuni partiti potrebbero non raggiungere la soglia minima del 3%. Il centrodestra perché è compatto, si fa per dire perché litigano su tutto: nomi, programmi, posizioni. Forse. Perché è indubbio che presentare 4 liste insieme possa far raggiungere buone posizioni, soprattutto al settentrione dove la Lega ha dei numeri. O forse il M5S che è accreditato come primo partito ma, non essendo in coalizione, non la spunterebbe nei collegi uninominali dove vince chi ha un voto in più degli avversari nel Collegio? Potrebbe anche essere soprattutto dopo che, a sorpresa, per gli avversari che lo hanno fatto sempre dopo le elezioni per poter litigare ancora un po’, il candidato Presidente del Consiglio M5S Luigi Di Maio ha presentato una squadra di governo che trovate in questo link https://www.ilblogdellestelle.it/.

Compagine di tutto rispetto fatta di persone titolate (non come la ministra all’Istruzione uscente che non è nemmeno laureata), e neanche tutte di stretta osservanza pentastellata. Un gruppo di donne e uomini con esperienza internazionale che, soprattutto se la stampa estera (su quella italiana non possono contare) dovesse appoggiare la novità, potrebbero far recuperare il voto degli astenuti, degli indecisi e anche di una parte della sinistra e della destra (disgustate dall’andazzo dei loro rispettivi partiti. Un po’ come è successo per Macron in Francia, per capirci. Il 40% non è poi così impossibile.

Sempre che gli italiani facciano una apertura di credito al M5S invece di votare gli impresentabili (di seguito trovate l’ottimo articolo di Milena Gabanelli ) allora ne vedremo delle belle.

Una squadra scelta dall’alto e non dalla base, dal blog, come molti hanno lamentato anche per le Parlamentarie, inutilmente, dato che il ricorso è stato rigettato, vedi link 

Alcuni conoscenti mi hanno chiesto come si vota per evitare di annullare la scheda. Pino è un accanito sostenitore del M5S.. –ma non voglio votare quel serfista. Cosa ne sa di politica?

Mi dice in sardo e in modo più colorito. Faccio sommessamente notare che non fa surf ma vela. E aggiungo di stare attento perché se non vuole votare il M5S al’uninominale, non può votarlo nemmeno nel collegio plurinominale, pena l’annullamento del voto. Gino invece è un signore di sinistra ma non vuole votare Piddi. – Sei fortunato – gli dico. – Se vuoi votare centrosinistra alla Camera, puoi votare per il deputato all’uninominale che non è ancora del piddì, e una delle liste che lo sostengono diversa dal piddì.

Tino invece vota centrodestra ma ha scarsa simpatia per Cappellacci. – Non te la scampi caro mio: è candidato sia al collegio uninominale che a quello plurinominale. E’ facile che passi comunque. – E allora voto per il babballotto (Autodeterminatzione)!

Ancora un piccolo sforzo e ci siamo… coraggio…





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