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15/11/2018

Né sciacalli, né puttane. manifestazione nazionale dei giornalisti a difesa della libertà di stampa

A seguito degli ultimi insulti provenienti da alcuni esponenti del M5S, alcuni perfino con incarichi di governo, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Ordine Nazionale dei Giornalisti hanno promosso un flash mob in tutti i capoluoghi di regione. Vi raccontiamo quello di Cagliari. La solidarietà delle Istituzioni.

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Di Vincenzo Di Dino

Editoriale

 

Non bastavano i consueti attacchi che quotidianamente vengono mossi ai giornalisti, l’ultimo e non per importanza, il grave fatto intimidatorio, diciamo tentato omicidio plurimo (nello stabile che volevano bruciare abitano anche i genitori di Federico Ruffo, giornalista di Report che ha denunciato la presenza della ndrangheta nel tifo juventino), vedi i Link 1Link 2 , Link 3 , Link 4  , Link 5 , Link 6

Non bastavano le centinaia di giornalisti uccisi o perseguitati nel mondo, colpevoli di aver indagato o detto la verità sui potenti (politici, gruppi economici, criminalità organizzata), ricordiamone una su tutti: Anna Politkovskaja link: 

No. Non bastano. Ci si mettono anche i politici ad insultare chi cerca di fare il proprio lavoro in condizioni spesso non facili, in equilibrio tra editori con varie sensibilità e pubblico in fuga verso piattaforme informatiche che possono rappresentare un’opportunità o un pericolo ma sicuramente una sfida per il mondo dell’informazione.

E così, a seguito delle vicende che hanno messo alla pubblica gogna la sindaca di Roma Virginia Raggi spesso in modi disdicevoli e sessisti, alcuni rappresentanti di quel movimento (sempre più partito ma senza i prerequisiti necessari) si sono sentiti in dovere di appellare tutti i giornalisti con gli epiteti di “sciacalli” e “puttane”.

La risposta dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana non si è fatta attendere. In tutta Italia si sono organizzati dei flash mob a difesa della libertà di stampa, costituzionalmente garantita dall’art. 21 link:

Alla domanda “ti senti più sciacallo o puttana?” il presidente dell’Associazione della Stampa Sarda, Celestino Tabasso, già ospite del Festival Letterario San Bartolomeo con il libro umoristico (e sociologico, Celestì, non è un’offesa!) “Forse non fa”, mi risponde “né l’uno, né l’altro” e aggiunge “mi verrebbe da dire che gli sciacalli si cibano di carogne”, lasciando in sospeso l’interpretazione che chiunque può dare. Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, alla medesima domanda risponde con un giudizio più maturo e ponderato e un sibillino “le parolacce le sappiamo dire pure noi” ma che i giornalisti preferiscono fare il loro dovere possibilmente non esasperando i toni e non avvelenando il clima.

Ma se alcune istituzioni attaccano la stampa, altre intervengono a sostegno di chi opera nel campo difeso dalla Costituzione. Primo tra questi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella link:

Di difesa dei valori democratici e di libertà di stampa parlano anche altri rappresentanti delle istituzioni, presenti in Piazza Palazzo davanti alla Prefettura. Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda e il vicepresidente della Giunta regionale sarda Raffaele Paci che hanno testimoniato la vicinanza al mondo della stampa sarda che ha partecipato numeroso e trasversalmente al flash mob.

 

 

 

 





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