La Storia maestra di vita. Ricordarla per non ripetere gli errori del passato. z ';
31/12/2017

La Storia maestra di vita. Ricordarla per non ripetere gli errori del passato.

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Di Vincenzo Di Dino

Editoriale

C’è Storia e storia. Le scoperte archeologiche sono da ascrivere alla Storia con la “S” maiuscola e hanno valenza culturale oltre a poter avere importanti ricadute economiche. Altre storie invece si riaffacciano pericolosamente e periodicamente ma sono foriere di ignoranza politica come quelle riguardanti il culto della personalità.

Pensate ai giganti di Mont’e prama in Sardegna, alla città di Heraclion in Egitto, a tutte quelle vestigia del passato, di un passato importante, che ci rendono orgogliosi come Umanità.

Non importa se siano nuraghi in Sardegna o piramidi in Egitto. Gli abitanti dei territori coinvolti si sentono partecipi di calcare la stessa terra che migliaia di anni prima ospitava antiche civiltà.

I più fortunati, organizzati o attenti, riescono anche a trarne un vantaggio economico, ricadute occupazionali, ricchezza culturale. Basti pensare ai musei, al merchandising contenuto, alle pubblicazioni e mostre ad hoc (una per tutte, all’aeroporto di Elmas, la Sardegna vista come la mitica Atlantide).

E’ su queste attività originali che LaTestata punta, è sulle persone che scommettono sul loro futuro, anche attingendo da un rutilante passato, che LaTestata farà da megafono. Saremo sempre al fianco di chi si rende agente di cambiamento positivo, soprattutto se in chiave sociale, culturale, occupazionale ed economica.

Altri (colleghi che non nomino) invece, continuano a rivangare tormentati passaggi storici, sconfitti dalla Storia, che hanno portato solo guerra, dittatura, distruzione, morte, infamia, miseria.

Si moltiplicano in questi ultimi tempi, riferimenti al periodo più buio vissuto dall’Italia, mistificando la storia, suggerendo forse insensate svolte politiche, scimmiottando ed equivocando idee e comportamenti, millantando meriti mai avuti se non quello di coglionare quella parte di popolazione meno preparata sotto tanti punti di vista, ieri come oggi.

Eppure basterebbe poco… cose come leggere “Il Sud puzza” dell’amico Pino Aprile, per esempio,  per rendersi conto, parlo di quelli che ancora si fanno abbindolare, di chi erano Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini (che fece assassinare Giacomo Matteotti per coprire lo scandalo del petrolio lucano che commerciava con gli inglesi!).

Oppure rammentare ai neofascisti anti ius soli o anti migranti alcune canzoni del regime fascista (prima delle leggi razziali) come “Faccetta nera” e “Zikipaki Zikipù” dove “Faccetta nera / sarai romana / la tua bandiera / sarà sol quella italiana” e “dopo tutto è un italiano che c’è in più / Meglio un bimbo mezzo indiano / che passar la vita invano / senza eredi su per giù”.

Ma il problema più grande di chi oggi inneggia ancora al fascismo è che dimentica che chi ne fu il capo tradì (pure) la patria per costituire la repubblica sociale italiana. Quindi, se proprio lo si vuol ancora ricordare con una foto, meglio l’ultima, appeso a Piazzale Loreto.



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