ORGOGLIOSI DEI NOSTRI RAGAZZI. FORSE C’E’ ANCORA SPERANZA. DA UNICA ALLA NASA z ';
21/07/2018

ORGOGLIOSI DEI NOSTRI RAGAZZI. FORSE C’E’ ANCORA SPERANZA. DA UNICA ALLA NASA

“Ogni scarrafone è bell'a mamma soja” cantava Pino Daniele. Ossia ogni scarafaggio sembra bello alla propria madre, cioè: l'amore di una mamma per i propri figli è immenso. I figli si apprezzano comunque e qualunque cosa facciano. Ma c’è successo e successo. Ve ne raccontiamo alcuni.

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Di Vincenzo Di Dino

Editoriale

Recentemente, su facebook, mi sono permesso di esprimere perplessità con riguardo a un padre che stravedeva orgoglioso per il proprio figlio che scalava le vette del successo con apparizioni tv (una specie di velino). Ancora, sempre in tv ma non ricordo in quale canale (per fortuna), un programma dove ragazzi e ragazze passavano il tempo in una villa e, dopo aver partecipato a feste in discoteca bevendo l’impossibile, rimorchiavano partner occasionali invitandoli a passare la notte insieme. Ma mica finisce lì. Il conduttore, in studio, dopo aver mostrato il video della performance amorosa, intervista la ragazza e i genitori che, orgogliosi, affermano che “lei è fatta così”, “è molto naturale”, “siamo molto felici per lei” e cose di questo tipo.

Mi chiedo se sto diventando bacchettone io o se abbiamo perso generazioni di padri, oltre che di figli.

Ma poi, per fortuna, non tutto è perduto. Ci sono gli esempi da imitare e vengono dall’Università di Cagliari. Apprendo che attraverso un programma di scambio, formazione e confronto internazionale, alcuni laureandi hanno potuto fare ricerca con specialisti del California Institute of technology e dell’Università di Valencia. E sono andati a fare ricerca addirittura alla NASA.

Tre dipartimenti coinvolti: Dimcm: Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali, Diee: Ingegneria elettrica ed elettronica e Dicaar: Ingegneria civile, ambientale e architettura. Tre studenti con tesi di laurea maturate tra Mosul e il Jet propulsion laboratory di Los Angeles: un insieme che mette in evidenza buone pratiche, temi innovativi, progetti di ricerca multidisciplinari e di rilievo planetario. E un workshop che ha coinvolto 80 studenti in un percorso di relazioni internazionali pluriennale.

Recita il comunicato stampa dell’Università: “I lavori, curati, dai docenti Maria Cristina Porcu (Dimcm) e Augusto Montisci (Diee), con la collaborazione di Fabio Soccodato (Dicaar), hanno avuto per cornice il monitoraggio delle strutture civili terrestri con l’impiego di sistemi e tecnologie avanzate attraverso l’uso di satelliti controllati da remoto (Civil structures health monitoring using advanced satellite remote sensing techniques). Al workshop sono intervenuti Pedro Calderòn (Departamento de ingeniería de la construcción, Università di Valencia) e Pietro Milillo (ricercatore al Nasa Jet Propulsion Laboratory, California Institute of Technology - Pasadena, Los Angeles). Un insieme di competenze indispensabile per affrontare tematiche particolarmente innovative, delicate e attuali. Il professor Calderon, esperto in monitoraggio strutturale con tecniche classiche ed innovative (fibre ottiche), si occupa di un possibile affiancamento delle tecniche di monitoraggio da remoto (con dati satellitari) a quelle più tradizionali da eseguire in loco. La collaborazione tra la professoressa Porcu e i professori Calderòn e Jose Adam (Università di Valencia) vanta anche un Bilateral Agreement per lo scambio Erasmus di studenti e docenti. La collaborazione tra Pietro Milillo e Maria Cristina Porcu è nata su un tema di ricerca ambizioso: la possibilità di utilizzare dati satellitari radar ad apertura sintetica per il monitoraggio di fenomeni di interesse dell’ingegneria civile. Un progetto che ha coinvolto anche i professori Montisci, esperto in elaborazione ed analisi di big-data e di reti neurali artificiali, e Soccodato, esperto in Ingegneria geotecnica.” Il comunicato prosegue raccontando l’attività di tre nostri ragazzi: “Sono stati coinvolti nel lavoro di ricerca anche tre studenti della laurea magistrale in Ingegneria civile-indirizzo strutture, che hanno sviluppato le tesi di laurea su questi temi e sono stati per novanta giorni al Nasa Jpl da vincitori di Borsa Globus Placement. Matteo Arricca e Christian Sarritzu, con la supervisione dei professori Porcu, Soccodato e Milillo, hanno sviluppato la loro tesi sulla diga di Mosul, in Iraq, soggetta ad un pericoloso fenomeno di subsidenza a causa della presenza di strati di roccia molto solubile. Sarritzu si è laureato a marzo con 110/110 e lode, mentre Arricca si laureerà nella sessione di settembre/ottobre. Milena Scano, seguita da Porcu, Montisci e Milillo, discuterà la tesi - Metodi basati sulle reti neurali per un sistema di monitoraggio in ambito urbano ed extraurbano - entro questo mese.” Naturalmente ci interesserà sapere qualcosa di più dei visiting professor. Maria Cristina Porcu è stata Visiting professor al Nasa Jpl con il programma Mosglob-mobilità docenti. Pietro Milillo è attualmente a Cagliari come Visiting professor nell’ambito del Programma finanziato dalla Regione Sardegna, invitato dal Augusto Montisci, e tiene il corso “Synthetic aperture radar (Sar) interferometry: processing, geophysical and engineering applications”. La partecipazione al corso dà diritto a crediti per gli studenti in Ingegneria civile, elettrica e meccanica. Ma quello che più mi preme è evidenziare le figure dei ragazzi e quindi ecco domande e risposte di Matteo Arricca (classe 1991) e Milena Scano (di un anno più giovane). Complimenti ragazzi! E auguroni per i vostri futuri progetti!

Domande a Matteo Arricca:

Cosa hai realizzato? Sono andato al NASA Jet Propulsion Laboratory come visiting student con borsa Globus Placement dell’Università di Cagliari (https://www.unica.it/unica/it/ateneo_s04_ss01_sss03.page) per sviluppare parte del progetto della mia tesi di laurea magistrale. La mia tesi si inserisce in un progetto di collaborazione tra il Dr. Pietro Milillo del NASA – Jet Propulsion Laboratory (California Institute of Technology, Los Angeles, USA) e i professori Maria Cristina Porcu e Fabio Soccodato (miei relatori di tesi). Lo studio riguarda il fenomeno di subsidenza che caratterizza la diga di Mosul (Iraq) fin dalla sua costruzione, causato dalla degradazione degli strati di roccia carsica in fondazione. Presso il JPL ho appreso nozioni teoriche riguardo le tecniche satellitari InSAR e pratiche, imparando a elaborare i dati satellitari radar ad apertura sintetica tramite l’utilizzo di software dedicati. Siamo riusciti così a monitorare cedimenti del terreno con accuratezza millimetrica (LINK).

Ricadute della ricerca in termini di lavoro. La ricerca è sicuramente ad alto profilo innovativo perché permette di avere a disposizione dati per il monitoraggio telerilevato alternativo o sostitutivo alle classiche tecniche di monitoraggio terrestre. L’interesse pratico di tali tecniche di monitoraggio strutturale è notevole per diversi motivi, tra i quali la possibilità di un monitoraggio retroattivo di opere o manufatti (con applicazioni nell’ingegneria forense), la possibilità di monitorare siti inaccessibili o in aree pericolose (come per esempio fronti di frana oppure il caso specifico della diga di Mosul in Iraq), i bassi costi di tale tecnica che non richiede l’applicazione di costosa strumentazione in situ.

Suggerimenti per gli studenti che volessero fare una esperienza simile. Il più grande consiglio che mi sento di dare è quello di provare a fare questa esperienza solo se si è realmente interessati! Si tratta di prendere parte a dei progetti di ricerca con il NASA JPL, del quale non è certo necessario sottolineare il prestigio e l’importanza a livello internazionale. In sostanza, si va per imparare, collaborare, lavorare, mettendoci il massimo dell’impegno! Non prendete parte a questo progetto solo se avete voglia di andare in California per un’esperienza di vita! La California è bellissima e, nel tempo libero (non è molto), si ha sicuramente l’opportunità di visitarla. Ma se l’obiettivo è solo questo, una vacanza è più consigliata. Potreste togliere la borsa Globus (non sono molte, non la prende chiunque) a qualcuno che è realmente interessato al progetto e, in seguito, a voler proseguire la propria vita professionale nel mondo della ricerca scientifica. L’opportunità professionale offerta da questo progetto è unica!

Prossimo obiettivo, progetti per il futuro. Il primo/prossimo obiettivo è sicuramente il conseguimento della laurea magistrale, prevista, si spera, per la sessione di Settembre 2018. Dopodiché sono intenzionato a fare il dottorato di ricerca. Dove questa scelta mi porterà non lo so, ma mi piacerebbe fare carriere in questo mondo.

Domande a Milena Scano:

Cosa hai realizzato? Ho trascorso tre mesi in California presso il NASA Jet Propulsion Laboratory in qualità di visiting student che mi hanno permesso di approfondire il tema della mia tesi magistrale in Ingegneria Civile grazie alla collaborazione tra Dr. Pietro Milillo del NASA Jet Propulsion Laboratory (California Institute of Technology, Los Angeles, USA) e i professori Maria Cristina Porcu e Augusto Montisci (che sono i relatori della mia tesi). La tesi di ricerca coinvolge diverse discipline: partendo dallo studio dei dati satellitari è stato proposto un nuovo metodo per il monitoraggio delle strutture in ambito urbano attraverso l'applicazione delle reti neurali artificiali. Ricadute della ricerca in termini di lavoro. Il progetto di tesi è molto ambizioso ed innovativo e si presta a notevoli sviluppi futuri. Lo scopo del metodo è la realizzazione di uno strumento che possa affiancare le tradizionali tecniche di monitoraggio strutturale in-situ, cercando di prevedere situazioni di pericolo incipiente. Attraverso l'utilizzo di dati satellitari inoltre, è possibili analizzare delle aree molto vaste senza la necessità di applicazioni di strumentazioni in-situ.

Suggerimenti per gli studenti che volessero fare una esperienza simile. È necessaria una forte motivazione e tanta determinazione. Poter collaborare con dei ricercatori che lavorano ad alti livelli è un'occasione che non capita tutti i giorni e soprattutto non viene offerta da tutte le università. Non deve mancare la voglia di mettersi in gioco: gli stimoli non mancano e il Jet Propulsion Laboratory è il luogo ideale per sviluppare nuove idee e progetti ambiziosi.

Prossimo obiettivo, progetti per il futuro. Il prossimo obiettivo è la discussione della mia tesi di laurea magistrale, a fine luglio. Le idee per il futuro sono tante ma sicuramente la voglia di mettermi in gioco è tanta!

 





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