Il lavoro su noi stessi: concetto cardine nella vita. Intervista a Franco Bianchi ';
Articoli letti 35665 - Fan su Facebook 1683 - Utenti registrati: 106
Sostienici

Trova nuovi eventi

Pubblicità

Il lavoro su noi stessi: concetto cardine nella vita. Intervista a Franco Bianchi

Di Mariazzurra Lai

Dal 15/06/2018 Al 17/06/2018
71

Corsi

La cura del proprio sviluppo, della propria crescita personale sono necessari e fondamentali, fattori troppo spesso trascurati, soprattutto se siamo abituati a guardare a ciò che sta fuori, all’altro e mai alla cura del proprio sé. Di questo tema, parliamo con Franco Bianchi, Operatore olistico supervisor, professionista S.I.A.F. LO196S-OP disciplinato ai sensi della legge 4/2013, Chakra rebalancer di ambito internazionale, scrittore e conferenziere.

Chi è Franco Bianchi? Cosa fa, come si definisce? 

Il mio percorso parte da lontano, ufficialmente siamo nel 1976, anche se era già partito ancora prima. Sono un curioso di natura a cui piace esplorare, provare, mettere assieme idee ed atteggiamenti diversi.

Bocconiano pentito, ho seguito per un po’ un tragitto tradizionale diventando anche dirigente d’azienda per tredici anni. Poi ho coronato il mio sogno nel 1998 vivendo a tutti gli effetti la vita che ho sempre desiderato, che è fare ciò che sto facendo anche adesso.

Sono un Operatore olistico, ma ogni definizione è sempre limitante: io aiuto chi vuol essere aiutato con l’energia, i chakra, la psicologia occidentale e la spiritualità sia orientale che seguendo la tradizione occidentale.

Ho fatto innumerevoli esperienze e ciò mi ha permesso di selezionare tecniche, punti di vista differenti, creare a mia volta seminari, fino a dare alla luce un metodo dal nome "Be happy now"che ha una finalità molto pratica: funzionare. Ogni volta che vedo persone che ottengono risultati mi commuovo e gioisco profondamente perché ciò dà valore alla mia esistenza in questa dimensione.


Cos’è la crescita personale per Franco Bianchi? Quali sono i livelli nella quale è maggiormente necessaria e con quali modalità?

Non è semplicemente un di più, un aspetto culturale che può fare tanto snob, oppure una moda: è l’essenza della vita.

Per sapere come vivere bene, in che direzione andare per essere felici, avere le idee chiare, è indispensabile avere almeno un’idea di chi siamo e cosa ci stiamo a fare qui. In pratica le vecchie domande che da sempre i filosofi greci si ponevano: chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando?
Pertanto un percorso interiore è la riscoperta di se stessi, dell’essere umano in generale, con la bellissima opportunità di trovare enormi qualità, energie, risorse insospettabili.

È realmente uno dei più bei viaggi si possa percorrere.
Non ci sono strade giuste o errate, solo strade.

Basta iniziare per appassionarsi perché ciò che si trova è molto gratificante.

La parola chiave è consapevolezza, agire sapendo ciò che si sta compiendo, anche se fosse qualcosa di apparentemente banale.

Pertanto accanto a percorsi di meditazione, di approfondimento di testi ritenuti sacri o comunque importanti, si aprono moltissime altre strade come il cammino di Santiago, vocalizzi sonori, campane tibetane, ginnastica dolce, massaggi vari: tutte validissime a condizione che vengano fatte con consapevolezza.

I risultati, allora, saranno garantiti.

In Siddharta, il libro di Herman Hesse, c’è un barcaiolo che per tutta la vita ha fatto solo quello: aiutare le persone ad attraversare il fiume. Non si è mai spostato, non ha mai viaggiato, eppure il fiume gli ha insegnato tutto ciò che di indispensabile c’è nella vita.


In Italia e nel mondo quali sono i problemi e le debolezze che si palesano nell’esistenza di ognuno interferendo in quelli che sono i processi esistenziali (rapporto con il sé, con gli altri, riuscita nel lavoro)?

Ho lavorato in differenti paesi europei e mi sono spinto anche in Africa e non trovo differenze rilevanti: l’essere umano, più o meno, segue le stesse procedure, si muove con le stesse motivazioni, mostra le medesime paure.

Ognuno ha come desiderio primario essere felice, ciò che varia è il significato che diamo a tale parola.

Eppure, nonostante a parole si voglia procedere inequivocabilmente, ciò raramente avviene, come se mettessimo in atto una sorta di auto sabotaggio.

Sono certo che la paura di vincere sia notevolmente bloccante, ovvero il dimostrare che siamo capaci, pieni di risorse, potenzialmente felici. Sono pienamente d’accordo con quel brano di Marianne Williamson divenuto famoso da parte di Nelson Mandela, che recita: “la nostra paura più profonda non è essere inadeguati. La nostra paura più profonda è essere potenti oltre ogni limite. È la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più…”.

Il blocco più forte è dato dalla paura di essere ciò che siamo veramente. Vivere come bambini, con la gioiosità di un infante, con la sana voglia di vivere, di osare, di provarci, questo è il nostro compito.

Quali sono le componenti più preoccupanti su cui è necessario lavorare e agire o reagire subito?
Da un punto di vista psicologico, uno degli ostacoli maggiori è dato dalla relazione con i nostri genitori, veri totem che condizionano, nel bene come nel male, l’intera nostra esistenza.

La vita infantile ci fa memorizzare una gran serie di meccanismi che diventano automatici e di cui siamo, nella maggior parte dei casi, ignari. Ciò significa che tendiamo a replicare dinamiche che conosciamo, invece che sperimentare nuove modalità, il tutto seguendo metodologie spontanee, magari non volute. Solo come esempio, la relazione di una figlia con il proprio padre rappresenta il prototipo della relazione con gli uomini. Spontaneamente tenderà ad attirare nella propria vita uomini con i quali poter replicare lo stesso tipo di relazione avuta con lui, oppure uomini esattamente agli antipodi del padre, in modo talmente opposto che è evidente essere il padre, il riferimento.

Così se un padre è stato, agli occhi della figlia, un padre/padrone ella tenderà ad attirare uomini forti, bruschi, decisi, autoritari, come lo era il padre, oppure degli uomini deboli a cui rendere la pariglia.

Dunque è meglio avere buone relazioni con entrambi i genitori, se possibile, o lavorare in tal senso.
Da un punto di vista emozionale e spirituale è fondamentale sentirsi amati e poter amare liberamente, senza condizionamenti di alcun tipo.

L’amore è fondamentale nella nostra esistenza, non c’è vita senza amore. Uno dei significati etimologici della parola amore deriva dal latino a-mors ovvero a privativo che nega, mors, la morte.

In pratica l’amore è la vita, cioè è la negazione della morte, è tutto ciò che ci occorre.


Come si può fare di meglio?

Affidandosi a qualcuno che ha già percorso un pezzo di strada e che sappia trasmettere le informazioni, le tecniche, i metodi in modo sintetico, valido, completo ed onesto.
Nonostante ci siano libri di ogni tipo, ed anche ben scritti, non ho mai conosciuto nessuno che ha imparato a sciare leggendo un testo. La presenza di un insegnante permette di apprendere più facilmente in un tempo infinitamente minore. Naturalmente si può scegliere di fare di testa propria, sapendo che così i tempi si allungheranno. Ma non serve aver fretta…

Puoi illustrarci brevemente tutti i corsi che tieni e qual è il metodo che adotti?

Insegno il metodo be happy now, essere felici ora, come il titolo del mio ultimo libro.

La cosa più importante è il now, adesso: rimandare non giova e non aiuta ed ogni momento è quello buono per essere felici, non abbiamo bisogno che accada qualcosa di particolare o che la manna cada dal cielo.
Il metodo consta di quattro seminari di base, tutti pratici, collegati tra loro ed intercambiabili. Ognuno porta una tecnica, un’esperienza che può essere vissuta anche svincolata dall’intero pacchetto.

Ovviamente la frequenza dell’intero metodo permette di avere un’idea chiara della mia proposta di chi è l’uomo con metodi di approccio per poter modificare ciò che non ci piace e riequilibrare ciò che fosse squilibrato.

"Vedi bene, vivi bene" si occupa della vista e della relazione tra vista fisica e la vita, due aspetti fortemente interrelati.
"Love heals" ci aiuta a riequilibrarci e riequilibrare, apprendendo una tecnica in tal senso. Dietro ogni sintomo c’è una personalità precisa che lo ha generato.

Comprendere il messaggio per trascenderlo è la strada del riequilibrio.
"Alfadinamica" ci aiuta a renderci conto di come creare la nostra realtà attraverso immagini mentali abbinate ad emozioni.

La potenza di tale sistema ci è normalmente conosciuta, ma avremo l’opportunità di sperimentare gli effetti già entro il termine del corso stesso.
"Light project" lavora sulla famiglia d’origine, specchio di quella che ci creiamo in seguito.
Si traccia una mappa, la si legge e la si modifica in modo veloce, profondo, intenso, radicale. È il seminario del cambiamento.


Dal 15 al 17 Giugno 2018 verrà organizzato qui a Cagliari un tuo seminario, “Light project”. Di che si tratta? A chi si rivolge? Perché farlo?

E’ un seminario veramente speciale, è un corso che si è fatto da solo ed è arrivato attraverso intuizioni, canalizzazioni, sensazioni.

Si lavora sul periodo che stiamo vivendo, il passaggio dall’Era dei Pesci a quella dell’Acquario verificando che ciò che dobbiamo imparare è l’amore e la famiglia diventa la palestra nella quale addestrarci.

Con la tecnica della T.S.T. (traslazioni spazio temporali) possiamo modificare meccanismi limitanti, modalità negative, visioni di mancanza d’amore per trasformarli. Dalla famiglia, a cascata, finiscono per permeare la nostra intera vita.

Si tratta di un vero percorso iniziatico moderno dedicato a chi è curioso, a chi vuole vivere pienamente la propria vita da protagonista, a chi vuole vivere nell’amore e nella gioia, pertanto è rivolto a tutti coloro che lo desiderano realizzare.

Per quanto concerne il Light project organizzato a Cagliari dal 15 al 17 Giugno 2018, di seguito il link ove potete avere i contatti dell’organizzazione e per qualsiasi tipo di informazione a riguardo:

LINK 

Qual è il senso della vita?

Una massima che ho fatto mia. In realtà è una domanda: nella vita vuoi aver ragione o essere felice? A questa domanda tutti rispondono di voler essere felici.

Allora come mai tutti vogliono aver ragione? La felicità è la sola cosa che conta, l’amore è lo stato di coscienza che permette di vivere con essa, la vita e la morte solo due aspetti della stessa esistenza. Sii te stesso e vivi intensamente fino in fondo: così non avrai mai nulla da rimpiangere.

CONTATTI:

SITO INTERNET: https://www.francobianchi.eu/





Articoli correlati

Lascia un commento

Pubblicità
Seguici su Facebook
Pubblicità
Sostieni
"La Testata"
su Okpal

Fondi donati
0/30000 €

Eventi in vetrina
non ci sono eventi
Ascolta
Pubblicità
ASCOLTA IL PODCAST